DA COME MI ESPRIMO, POTREBBE SEMBRARE CHE IO SIA FISSATA SULLA…

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 4° della Saga Erotica Lesbo,

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Book7

… e poi, in quel periodo neanche volevo che dei pensieri materiali mi attraversassero la mente: com’era bello stare insieme! Non c’era sera che non facessimo all’amore, e spesso anche il mattino, appena svegliate; ricordo ancora come se fosse ora, il modo in cui lei mi affrontò in uno di quei risvegli: «Gia, com’è che ti sei fissata con il sesso, tanto da scriverne? C’è anche dell’altro, nella vita; non credi?».

Da convinta idealista qual era, a lei riusciva ostico entrare nel mio ordine d’idee su tale tema. Neanche tentai di spiegarle che sia in Fotografia, che in letteratura, a muovermi era sempre la mia libido; e una tal cosa mi andava pure bene per il mio lavoro, poiché ne traevo la dovuta ispirazione che mi faceva divenire molto creativa. In fotografia, io mi ero specializzata in sensuali immagini di nudo femminile, mentre, per la letteratura, era il genere erotico, che io avevo scelto: il nesso comune? É facile: alla fine, spogliando le cose di quanto superfluo, si trattava sempre di quello, ossia della bellezza femminile; e per parlar chiaro, della fica. Tuttavia, giacché mi si sente pronunciare molto spesso tale termine, ciò potrebbe apparire per ciò che non è: un’ossessione.

E quindi, è meglio mettere in chiaro le cose: non è vero che io riconduca le donne solo a quella, naturalmente; il mio, è soltanto un modo per semplificare, per rappresentarci in tutta la nostra quintessenza, che è tanto più complessamente articolata.

Giacché questi erano degli argomenti che avevano un valore per me e non per Céline, ritornando all’oggetto delle mie brame, per convincerla che la fica va messa sempre in primo piano, e qui il significato da attribuire al termine è “scopare”, pur sviluppandolo un po’ diversamente, cercai di usare l’argomento che con Catalina era stato efficace: «Amore, come sai, se non la affronti per le corna, la vita può essere amara; e allora non ci sei che tu, a darti quelle piacevolezze che la possono migliorare…(Continua nel romanzo).