NON C’È NULLA DI CUI PREOCCUPARSI.

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Un passaggio tratto dall’Atto 2° della Saga Erotica Lesbo, 

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Volume 2

… ecco, di questi tempi, cosa d’altro loro ordiscono quando c’inducono a spendere a cazzo. Non te lo dicono, ma la sostanza è questa: “Cari cittadini dal reddito medio-basso, che siete i più numerosi, non c’è nulla di cui vi dobbiate preoccupare, che pensiamo a tutto noialtri; cosa mai, tenere una scorta nel granaio per i tempi di vacche magre! Godeteveli, i vostri risparmi, che la vita è breve! L’avete pur visto, com’è andata a finire con alcune banche, no? Siamo bravi, vi pare? Non è mica da tutti, far evaporare come per magia i risparmi di una vita di tanta povera gente come voi. E allora, che aspettate a spendere? E così, l’economia potrà girare a ingrassare ancor di più noialtri, che vi vogliamo bene: infatti, se non fosse per voi, poveri creduloni, noi non potremmo arricchirci. E se a fronte di qualche annoso imprevisto, non avrete più soldi, non vi preoccupate, che tanto, ci siamo noi con le nostre floride Società Finanziarie.

E state tranquilli, perché se non potrete più pagare le rate aumentate dei cospicui interessi, noialtri ci prenderemo pure casa vostra. E quando sarete diventati delle persone libere da ogni cosa, ovverossia, dei clochard, vi assisteremo noi, con delle elargizioni che possiamo scaricare dalle tasse, e con le nostre organizzazioni umanitarie finanziate con il denaro pubblico; ovverossia, con i soldini che anche voi avevate pagato quando potevate… poverini».

La vuoi sapere l’ultima delle stronzate? Ebbene, da un lato il Ministero della Salute… (Continua nel romanzo).

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PECCARE IN PENSIERI, PAROLE, OPERE E OMISSIONI.

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… ricordi la prima volta, di quelle tue perplessità intorno alle quali parlavamo poco fa?».

«Se me ne ricordo? Fosti molto convincente, Gia; e oggi so che avevi ragione. Quella lunga, colta, e approfondita esposizione, io la compresi. Fu con infinita pazienza, che tu mi spiegasti, cito…

«Tesoro, mia Nourhan; se sai leggere chiaro in te senza alcuna ipocrisia, dovrai convenirne: se tu ti lasci andare sull’onda delle tue pulsioni, se lanci, libera, la tua psiche, potresti giungere persino a quello che non accetteresti, che non sarebbe giusto.

E non c’è limite, a quanto la tua libido t’indurrebbe a desiderare: è esattamente questo, il meccanismo che porta taluni a divenire disgustosamente depravati, a darsi a delle perversioni vergognose, oltre che moralmente esecrabili e illegali, ovviamente; e neanche vorrei citarti, ma lo faccio, la pedofilia, la zoofilia e l’incesto. In aggiunta, ti rimando alle più perverse e sanguinarie pratiche sadiche, che per decenza non descrivo; ho sentito dire che, prodotti nell’est Europa, anni fa giravano nel deep-web[1] addirittura dei film che riprendevano in diretta la cruenta tortura e l’uccisione di donne, efferati crimini consumati nel corso di stupri.

Ora, è inutile nascondersi il capo sotto la sabbia, come fanno gli struzzi per non vedere: tu devi pensare che non esistono da una parte le persone buone, e dall’altra quelle cattive; e neppure ci si deve vergognare dei pensieri che abbiamo, anche se arditi o addirittura cupi, e questo, poiché la tentazione al male è sempre insidiosa in ognuno di noi, miseri mortali.

Ed è proprio su questo, che si è fondato e si costituisce buona parte del Potere della Chiesa Cattolica: con lo scopo principale d’indurre il senso di colpa nelle genti da controllare, tale braccio secolare del Potere ha sempre parlato del peccato in termini di “pensieri, parole, opere, e omissioni”. Che gran stronzata! Se ciò si può accettare per le parole, come per le omissioni e per le opere, ebbene, farlo anche per i pensieri, secondo me, è pure un’infamia, giacché, togliendo di mezzo l’ipocrisia, bisognerebbe chiedersi: “Chi, o che cosa, è in grado d’impedire che la mente ce li induca?”. Non mica noi possiamo attrezzarla con un filtro, così come si fa in Internet per proteggere i bambini da esplorazioni poco acconce.

Vedi, amore, la vita mi ha insegnato che ciascuna di noi può essere qualsiasi cosa; e questo, nel bene come nel male. Tuttavia, poiché ci è stato dato il libero arbitrio, siamo soltanto noi, a decidere che cosa vogliamo essere. E quindi, se anche i cosiddetti “pensieri cattivi” talvolta si scavano una breccia nelle nostre menti, io sono certa che noi non ci dobbiamo creare dei problemi di coscienza, poiché, nel momento stesso in cui non diamo ascolto alle lusinghe della parte più oscura della mente, ce ne viene pure una gratificazione, che, se vuoi, si chiama “rafforzamento dell’autostima”.

A fare la differenza, fortunatamente, è l’educazione che ognuno ha avuto; come pure le scelte morali che poi si fanno: siamo tutte persone, la natura umana è quella che è, ossia, imperfetta, e quindi, con riguardo ai meccanismi psichici, funzioniamo tutti all’incirca allo stesso modo. Ogni persona al mondo, dovrebbe perciò prendere coscienza di questo, e non sorprendersi né frustrarsi per i desideri meno innocenti che la agitano, che, se lasciati liberi d’esprimersi, potrebbero persino indurla a compiere qualche cosa di disgustoso, se non addirittura di criminoso.

É per questo, che i poteri temporali e spirituali, nei tempi, hanno messo in essere dei divieti e persino dei tabù: avrebbero dovuto, invece, agire sull’educazione, la formazione delle genti, e non sul dogma, che nulla spiega e tutto proibisce senza discrimine. E un tanto, perché noi sappiamo che i divieti sono fatti apposta per attribuire un valore aggiunto al dolce sapore del peccato, e che quindi sono del tutto inutili: sarebbe come voler sbarrare lo scorrere di un torrente, quando, per portare l’acqua da qualche altra parte, devi concederle una diversa via. E per farlo, non c’è che un modo: accettarti per quel che sei, e anche per quanto di meno gradevole e giusto tu sia, cercando dei percorsi legittimi in cui incanalare la tua libido.

Ecco, la ragione per la quale dovremmo prendere coscienza di quel che siamo senza ricusare i cosiddetti pensieri “cattivi”, che, da soli, tali non ci rendono: dovremmo farlo per stabilire cos’è che ci sta bene, e cosa invece no. Dev’essere chiaro ai nostri stessi occhi, quel che vogliamo essere; e soprattutto, quel che non vogliamo.

Per non rischiare di rompere il tuo equilibrio interiore, per impedirti di scoppiare, però, tu devi trovare una compensazione; ossia, un’altra via che sia accettabile per te, per chi coinvolgi, e al tempo stesso, che sia oggettivamente legittima. E quindi, se una tua pulsione tu non la accetti perché va contro i tuoi principi morali, nonché ingiusta ed illegale, ebbene, cercane un’altra che non sia, e che tu non consideri, riprovevole.

Questa, è una delle ragioni per le quali, nel sesso, io adoro tanto, per citarne solo alcune, le… (Continua nel romanzo).

[1] Deep-web, il web nel quale si naviga ogni giorno, quello visibile, rappresenta solo una minima percentuale dei contenuti reali della rete (si dice il 4%). Sotto la superficie c’è tanto di più: il cosiddetto deep web, un territorio di bit poco esplorato e spesso sotto accusa, perché la sua apparente inaccessibilità ne fa anche il posto dei crimini e dei commerci illegali.

QUANDO “PREGARE” SIGNIFICA BESTEMMIARE.

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… a quell’altra, ultima precisazione, oltre che contenta per le accattivanti e lascive prospettive, Gia si sentì molto rassicurata. Tuttavia, ascoltando il termine “pregare”, lei volle esprimere il proprio pensiero in merito: «Non mi riferisco in particolare alle vostre orazioni… che ho ben capito come si svolgano; ma sai, Nourhan, a proposito della “preghiera”, io sono dell’avviso che questa si dovrebbe impedire con decreto legge, poiché altro non è, che un modo di condizionare le genti sin dalla loro nascita. Dio, Padre, Padrone, Capo, Superiore, e così via: eccolo, l’inscalfibile e plasmante condizionamento che viene a crearsi nella coscienza delle persone a causa del deleterio vezzo a pregare, che altro non è, che un modo per chiedere aiuto con il fine di delegare la soluzione di questioni che saresti capace di risolvere da te. E questo non sarebbe per nulla difficile, se la gente non fosse pigra, e avesse del sale in zucca.

Mi spiego meglio: se tu hai bisogno di pregare, è evidente che implicitamente ti riconosci debole, inferiore; ma questo è ancora niente, poiché ammetti di fronte al mondo che altri siano superiori, più grandi e forti di te. E questo va inteso in termini di Potere, intelligenza e facoltà. Tale deleterio costume, la preghiera, in modo traslato si attua anche quando chiedi qualcosa, quale un favore, un bene, un servizio, delle raccomandazioni o altro, a qualcuno che occupa una posizione più alta della tua, oppure quando preghi un qualsiasi dio perché ti faccia vincere alla lotteria. L’annotazione negativa è, che giacché ricorri ad altri, tu non sei più libera. Ed è proprio a questo, che mirano le religioni; tant’è, che strumento incredibilmente efficace, da sempre, esse sono al servizio del Potere, cazzo!

E neanche vorrei parlare dell’abitudine a recitare il Rosario! Ripetere ossessivamente la stessa orazione per un’incredibile quantità di volte, secondo me, intanto equivale a non avere in alcun conto l’intelligenza dell’Entità cui è rivolta: è come dire che si tratta di qualcuno duro di comprendonio, al quale, affinché capisca, la stessa cosa va ripetuta un’infinità di volte; e quindi, nella sostanza, si tratta di una bestemmia. Pensa, se io incominciassi a dirti “sei affascinante”, “sei buona”, sei ”figa”, non una, ma dieci, cento volte di seguito: probabilmente, mi prenderesti a calci in culo. Nondimeno, non è a questo, che si sono ispirati coloro i quali hanno introdotto questa pratica, giacché la vera ragione è psicologica, ed ha un nome preciso: lavaggio del cervello»… (Continua nel romanzo).

 

ECCO, COME FUNZIONA IL PROCESSO D’ISLAMIZZAZIONE DELL’EUROPA.

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… la donna araba riprese: «Ritornando a quel che dicevo, è doloroso che io parli di questo proprio adesso, quando il sangue delle vittime della strage a Bruxelles è ancora caldo, e il dispiacere è immenso; tuttavia, nascondersi dietro a un dito non serve a nulla giacché, quel tragico misfatto, si poteva pure prevedere. Devi sapere, Gia, che in Belgio, cuore della tua Europa, proprio nella città sconvolta da quei maledetti da qualsiasi dio, il nostro compreso, il venticinque per cento della popolazione appartiene alla mia religione, ossia, mussulmana, ed esiste un intero quartiere, Molenbeek, sottoposto alla legge islamica.

In quell’importante centro urbano, nessuno, anche se non mussulmano, può bere o mangiare in pubblico durante il Ramadan, qualunque donna che vi passi è “invitata” a indossare il velo e a non portare i tacchi; e per finire, bere alcool e ascoltare musica, sono attività per nulla gradite. A tutti gli angoli della strada, un cartello giallo con scritta nera avverte che ci si trova in una “Sharia controlled zone”, sottintendendo che in quelle strade la polizia ha un potere limitato, tantoché, più di una volta i giovani che vivono in quella zona hanno accolto le autovetture in servizio[1] con un nutrito lancio di pietre; come a rimarcare che l’unica autorità è rappresentata da loro.

E non è tutto: esiste pure un partito islamico belga; si chiama “Islam”, e a Bruxelles ha dei consiglieri in municipio. Tra le altre cose, pretende l’applicazione integrale della legge islamica, intende vietare gli ambienti misti separando le donne dagli uomini, e si propone d’istituire la pena di morte per i casi previsti dalla Sharia; e questo, in barba a ogni civile principio.

Se, come dicevo, tu consideri che a Bruxelles un quarto della popolazione sia islamico e ha diritto di voto, quale potrebbe essere il risultato di tutto questo? Si fanno ogni giorno più forti; alle elezioni comunali, tale partito, d’ispirazione maomettana, ha eletto i primi consiglieri municipali, che adesso non si nascondono, e proclamano apertamente: “Vogliamo istituire la Sharia entro dieci anni quale unico sistema giudiziario, vietare che gli ambienti scolastici e di lavoro siano misti, formati da uomini e donne, e inserire nell’ordinamento la pena capitale”[2].

E ti prego di notare, Gia, che tale situazione esisteva già prima delle trucide “imprese” di quei mascalzoni senza onore dell’ISIS: figuriamoci ora, che grazie a loro si sentono il culo protetto. Lo capisci, Gia, che, analogamente a come sta avvenendo lì, una siffatta cosa potrebbe capitare anche in altre città europee, per poi dilagare ancora, sino a rendere succube alla spietata legge islamica l’Europa intera?».

«Cazzo! Non mica l’avevo presente, questa connotazione del problema. Che a ogni giorno che passa, loro s’infiltrassero nella nostra società, questo era evidente; ma io pensavo che ciò avvenisse in termini d’integrazione, e non di conquista e di subdolo proselitismo; merda! Quel che mi racconti, è veramente grave, pericolosissimo, Nourhan; e sono d’accordo con te, sulla questione che i nostri governi europei siano fin troppo tolleranti; o meglio, deboli e inetti. E specie quello italiano; qui da noi, purtroppo, in politica sono tutti contro di tutti, e questo, anche all’interno di uno stesso partito politico, e così, neanche si sa più che cosa siano i valori della nazione e della sua storia… (Continua nel romanzo).

[1] Tratto da “Il Messaggero.it” (15 novembre 2015.

[2] Tratto da www. lorenzofontana.org (9 agosto 2013).

IO, SONO IL MIO DIO.

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… indignata, Gia: «Ti dirò di più, amore; io vorrei che fosse normale che la gente potesse viversi la propria spiritualità senza che di mezzo vi fosse alcuna Religione a stabilire perché, quando, dove, e come farlo. Stiamo parlando di un sentimento che, se c’è, ci viene da dentro, e non capisco perché taluni se ne debbano appropriare.

Non credo d’esagerare, se non esito a definire le confessioni, e specie le più diffuse, le più potenti e nocive tra le organizzazioni, non escluse quelle mafiose. Non è un caso, se esse ne hanno molti tratti principali. Pensaci: hanno una struttura con uno schema gerarchico stabile nei tempi, disciplinata e di vertice, con pochi gruppi dirigenti e molti membri operativi. E ancora, lo scopo, non dichiarato, ma concreto, del profitto economico; e poi, una continuità temporale attuata attraverso una politica di nuovi reclutamenti. E non è finita, perché praticano l’espansionismo per mezzo del proselitismo; e fosse soltanto questo: hanno pure usato la violenza fisica, dapprima messa in essere attraverso delle barbare uccisioni e delle atroci torture corporali, che, dalla “Santa” Inquisizione, nel tempo, con lo spauracchio dell’inferno, si è andata trasformando in psicologica. E neanche parlo dell’omertà e del reciproco sostegno, dell’organizzazione capillare per introitare denaro, dei profondi addentellati e corruttele con la politica, la finanza, e così via.

Riguardo a quella Cattolica, c’è anche dell’altro: condannando la schiera di maghi e divinatori che ingannano la gente che soffre, e su questo hanno perfettamente ragione, d’altra parte, sono loro stessi a farlo, mettendo in atto delle pratiche para-esoteriche, quali i cosiddetti “Esorcismi”. C’è dunque da chiedersi: a che servono le loro denunce contro gli stregoni, se non a sbarazzarsi della concorrenza?

E non finisce qui, giacché, intendendo avere l’esclusiva sul controllo delle altrui menti, si scagliano pure contro alcune materie che ritengono essere loro antagoniste, quali lo Yoga, e la Psicoanalisi. Infatti, con la pratica della “Confessione”, da loro definita “Sacramento”, impropriamente, ritengono pure di poter sostituire il lettino dello psicoanalista.

Aveva visto giusto, Sigmund Freud, a dire che la religione sia una sorta di narcotico con cui l’uomo controlla la sua angoscia senza, però, accorgersi che ottunde la mente; non a caso, egli ha definito la Chiesa Cattolica come “una nemica implacabile della libertà di pensiero”.

Verrà mai, il giorno in cui la gente capirà che l’unico dio è quello che sta dentro di ognuno di noi? Con ogni probabilità, questo sta pure scritto nel prologo ai Dieci Comandamenti, che recita, “Non avrai altro Dio al di fuori di ME”. Una tale interpretazione, non è affatto fuori luogo: in lingua ebraica, la differenza grafica tra “me” e “te”, è minima, e dunque, giacché nessuno ha mai trovato i resti delle tavole di pietra che Mosè esibì scendendo dal Monte Sinai, ne consegue che quanto sappiamo sia stato tramandato da degli scritti; e cosa vuoi che sia, omettere una sorta d’apostrofo, oppure aggiungerlo? In tal caso, la frase reciterebbe, “Non avrai altro Dio al di fuori di TE”, a significare che la tua vita è soltanto tua, e che nessuno ha il diritto d’appropriarsi della tua mente, né di farti il lavaggio del cervello.

La questione vera, però, è che la maggior parte degli adepti, cioè i fedeli, neanche si rende conto di tutto questo; e dunque, tu capisci quanto siano state dannose per l’Umanità le religioni; tutte. Infatti, non si tratta di un caso, se in nome di queste siano state scatenate le più turpi e terribili guerre, come pure degli infami genocidi.

Io mi domando e dico, invece di seguire come tante pecore i pochi “illuminati profeti”, perché la gente non si chiede: “Ed io, uomo, dovrei credere in un dio inventato da altri, i quali non hanno nulla più di me, se non la presunzione, il tornaconto e la menzogna?”. E dopo una siffatta riflessione, dovrebbe pure dirsi: “Il Dio che sento spingere dentro di me, è soltanto mio, e gli do la forma che più mi si attaglia. Insomma, inventato per inventato, me lo faccio io, e come mi pare”. Non vi è dubbio, in altri tempi, che io sarei finita sul rogo per eresia; tuttavia, anche adesso, non è, che questa mia posizione susciti chissà quali consensi o entusiasmi; il problema, lo ripeto, è sempre quello: la gente si conforma, e si beve qualunque cosa che faccia comodo, perché, usare la propria testa e cambiare, lo trova troppo faticoso».

Nourhan le rivolse un amorevole sorriso di comprensione; comprendendo che ritornare sul tema spirituale avrebbe giovato al suo scopo, allontanando da loro ogni… (Continua nel romanzo).

E-CIGARETTE.

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… da lei incalzata, Gia: «Vorrei che fosse NORMALE, nel mio Paese, che invece di un muto consenso, vi fosse della riprovazione verso quei ladri i quali, rubando in grande e anche vantandosene, lo mandano a “quel Paese”, appunto; ossia più a fanculo di quanto già lo sia. Nella grave depressione economica in cui si trova l’Italia di questi tempi, grazie a quegli stronzi, alla gente potrà mancare di tutto, ad eccezione della grande quantità di teste di cazzo; fenomeno, questo, che è in continua e inarrestabile crescita. La vuoi sapere l’ultima? Ebbene, da un lato il Ministero della Salute scoraggia il fumo, a parole, s’intende; e dall’altro, che ti fa il Governo in carica? Emana dei decreti legge che colpiscono il fumo elettronico, aggiungendo dei gravosi balzelli che lo rendono più costoso delle solite sigarette, e stabilisce che sia commercializzato esclusivamente dal Monopolio di Stato, cancellando pure con un colpo di spugna i numerosi negozietti sorti dappertutto in Italia, come pure la commercializzazione via web! Chiediamoci: qual è, il fine ultimo? Scoraggiarne l’uso; è logico, ti pare? Eppure, ho degli amici che grazie alle E-cig[1] hanno smesso, ed altri che hanno ridotto notevolmente il consumo delle solite sigarette. Anche un nome illustre, non assolutamente di parte, quale Umberto Veronesi[2], aveva indicato il fumo elettronico come un ottimo sistema per ridurre il cancro; ma, ancora una volta si dimostra che a fronte del profitto di Stato, del business, non c’è nulla che tenga».

Nourhan aveva una carta sicuramente vincente. Si apprestò a giocarla per imprimere un’efficace svolta al suo intento: «Beh, ora tocca a me… vorrei che fosse considerato NORMALE che chi stupra o insidia dei bambini, oltre ad essere condannato, andasse a finire in carcere. E vorrei che si buttasse via la chiave della cella dove dovrebbe rimanere a marcire per il resto dei suoi giorni: anche nel tuo Paese, Gia. In “tutto” il tuo Paese: compresa la porzione in cui vi è una diversa e secolare giurisdizione. Hai capito a che cosa io mi riferisca, no?».

Gia non abboccò alla provocazione: «E lo dici a me, Nourhan? Io comincio a pensare che tu voglia cambiarmi anche troppo l’umore, dolcezza; e ci stai riuscendo alla grande. Su questa linea, però, non… (Continua nel romanzo).

[1] E-cig, o sigaretta elettronica, è un dispositivo elettronico nato con l’obiettivo di fornire un’alternativa al consumo di tabacchi lavorati (sigarette, sigari e pipe) che ricalchi le mimiche e le percezioni sensoriali di questi ultimi. È usata per diminuire la dipendenza e l’uso di sigarette, pipe e sigari tradizionali. Il dispositivo funziona attraverso l’evaporazione di un e-liquid, una soluzione a base d’acqua, glicole propilenico, glicerolo, aromi ed eventualmente nicotina. Il liquido è vaporizzato da un atomizzatore, un dispositivo alimentato da una batteria ricaricabile. Fonte: Wikipedia.

[2] Umberto Veronesi, (Milano, 28 novembre 1925 – Milano, 8 novembre 2016) è stato un oncologo e politico italiano. Fondatore e Presidente della Fondazione Umberto Veronesi, ha fondato e ricoperto il ruolo di direttore scientifico e di direttore scientifico emerito dell’Istituto europeo di oncologia. È stato direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994. Ha ricoperto l’incarico di Ministro della sanità dal 25 aprile 2000 all’undici giugno 2001. Fonte: Wikipedia.

OMOSESSUALITÀ E PROCREAZIONE.

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… quanto vorrei avere una figlia da te, Gia! Sono certa che sapremmo crescerla, e dopo la pubertà, educarla a modo: ad amare le donne, e non altri».

All’espressione accorata di quel suo desiderio, nei pensieri della scrittrice veneziana…

Anche se per tema d’addolorarla, non lo dirò alla mia Nourhan, questo non sarebbe giusto, però: ognuno ha diritto a fare le proprie scelte. E già il fatto d’avere per genitori due femmine o due maschi, è di per sé condizionante: se poi s’incomincia pure a forzare intorno alle scelte sentimentali e sessuali, con il libero arbitrio, proprio non ci siamo.

Ecco, questo è qualcosa che mi fa incazzare da parte di certi gay cui mi pregio di non assomigliare, come pure da parte della politica che li appoggia forzando le cose, sì da spacciarle, in ogni caso e sempre, per probe ed equanimi: fermo il diritto d’amare chi ti pare, e pure di formalizzare la tua unione allo scopo d’avere i pari benefici delle coppie etero su un piano amministrativo e assistenziale… che so, pensione di reversibilità, eredità, e altri diritti, io rimango comunque dell’opinione che un bambino debba vivere in una famiglia dove vi siano due modelli, una femmina, e pure un maschio; ovverossia, quelli che per natura sono preposti al concepimento. E perciò, sposarsi tra di noi, certamente sì; ma sul tema “figli” fatti nascere con artifici biologici, francamente, io sono dell’opinione che si tratti di un’autentica, esecrabile schifezza. Al più, da parte di coppie omosessuali, io potrei accettare l’adozione; ma anche quella con delle riserve, giacché, in ogni caso, verrebbero a mancare i modelli di riferimento di cui dicevo.

E per tutti, cito il caso di Elton John, e marito, il quale ha ottenuto dei figli con la fecondazione in vitro: sul web si racconta che quei due abbiano mischiato il loro sperma, e che con quello siano stati fecondati gli ovuli di una donna, per poi depositarli nell’utero di un’altra sino al parto.

Se l’intento era di trasmettere al nascituro i geni d’entrambi, si tratta di una cazzata che mostra una becera ignoranza: infatti, nella competizione, è soltanto uno, lo spermatozoo che feconda l’ovulo: e quindi, di chi sarà? In ogni caso, di là di questo, io mi domando e dico: che colossale perversione è mai questa? Quando il “prodotto” di questo mix biologico, il “bambino”, sarà cresciuto, il poverino, che cosa potrà pensare di se stesso? Si dovrà pur chiedere: «Ma di chi, veramente, sono figlio io? Di quale madre, e quale dei due è veramente mio padre? E da dove provengo? Di quale parte del mondo, e di quale cultura, sono le origini antropologiche e genetiche che mi sono state trasmesse dalla madre, che peraltro non ho mai visto, né conosciuto?».

E a soddisfarlo, non basterà che gli si racconti la commovente favoletta: «Siamo noi, i tuoi genitori, tesoro; e questo, perché ti abbiamo voluto, e allevato con tanto amore».

La mia indignazione trae origine anche da un’altra questione: per l’identificazione del proprio “Io”, le radici culturali sono importantissime. Anche se lesbica, io non sarei felice di sapere d’essere il risultato biologico di una doppia sega in provetta, e quindi della manipolazione dell’ovulo di una tal donna, che poi è stato depositato nell’utero di un’altra; e che cazzo! Io sono orgogliosa di sapere, per esempio, che per metà sono geneticamente pugliese, e per l’altra olandese, che di queste due diverse culture mi porto dentro i geni caratteriali, e non soltanto quelli, e che se voglio, per conoscermi meglio, posso ritornare nei luoghi in cui la mia famiglia ha avuto origine: e che minchia! Non mica siamo dei prodotti industriali, delle vacche d’allevamento; merda!

Per non parlare poi, di quanto d’orribile circola intorno alla maternità surrogata, in seguito alla quale si affitta il proprio utero e/o si vendono gli ovuli per dei soldi: cazzo, ma è mai possibile che oggi si debba commercializzare proprio tutto, e persino la maternità, e quindi la vita? Neanche parliamo poi della crudeltà di strappare dalla puerpera il bambino appena nato, che ha bisogno della sua tetta e del calore della mamma, per ritrovarsi poi a succhiare il latte da che cosa? Dai mascolini capezzoli rattrappiti di uno dei due o di entrambi i padri, forse? C’è un’altra cosa, che andrebbe spiegata: quando, specie di notte, il bebè piange, invece di trarre conforto dal morbido seno della madre, da quali altre prominenze il poverino dovrebbe sentirsi consolato, se entrambi i “genitori” sono maschi? Non credo che un biberon di latte caldo sia sufficiente; e qui mi taccio, altrimenti scado in una triviale e macabra volgarità di pessimo gusto, a prescindere dalla quale la questione non si sposta di una virgola.

Intorno alla questione, la propaganda si è fatta strumentale e assillante, e la gente beve, beve: non capisce, che i diritti degli omosessuali non c’entrano per niente, e che prima dei loro, vengono quelli dei bambini. Inoltre, per questo complesso di cose, sembra che nessuno si renda conto che il Capitalismo ha infranto l’ultimo baluardo delle libertà: impossessarsi anche della vita delle persone, per manipolarla a piacimento a scopo di lucro. Lo slogan del grande, turpe business è conclamato: TUTTO, è in vendita, vita compresa.

Oggi, non serve più fare un figlio: con cinquantamila euro, in media, puoi comprartelo. Se hai i soldi e il pelo sullo stomaco, è chiaro. Ma ti rigirano la frittata al punto che, malvagia e suonata in testa, sembri essere tu, che passi per una che si rifiuta di capire che l’amore è sempre e comunque amore… ti dicono. E così, di quel piccolo che, crescendo, avrà non pochi problemi psichici e identitari, a nessuno frega un beneamato cazzo! Oggi, con le raffinate tecniche mediatiche di merda, quei politici cialtroni che appoggiano qualsiasi cosa possa dar loro consenso, non si fanno scrupolo di farti credere che quel che è ingiusto sia invece l’opposto; e in questo, una larga fetta di responsabilità ce l’hanno quegli “anchorman” che, nella televisione, abili a manipolare, tengono loro mano: sempre per soldi o per gloria, s’intende. E la gente continua a bere: tracanna cazzate, rinunciando a usare il proprio cervello.

E quindi, io mi domando e dico: se da parte degli omosessuali il desiderio di maternità o paternità è tanto grande, perché, invece, non adottare? Meglio questo, che generare dei figli in provetta, e che cazzo! Tuttavia, Gia, lo sai che cosa ti obietterebbero: «Io voglio un figlio che sia carne della mia carne», per esempio. Io però farei presente a quel tale: «Sei un beota! Come cazzo lo fai a considerare “carne della tua carne”, giacché è il frutto di una siffatta manipolazione?».

E tali considerazioni le faccio da psicologa, e da cittadina che si sforza d’essere imparziale; e non da parte interessata, ovverossia, da omosessuale. Per quanto mi riguarda, certo, che più in là mi piacerebbe essere madre; ma non in questo modo, cazzo! Quando ho fatto le mie scelte, ben lo sapevo, che da due persone dello stesso sesso non può nascere la vita, che avrei dovuto rinunciare a qualcosa d’importante, e che le mie personali esigenze non vanno fatte scontare sulla pelle di bimbi innocenti, i quali hanno ogni diritto di viversi una vita più naturale possibile, così come, del resto, è stato per quegli egoisti che oggi la vogliono negare a loro.

Casomai, una volta cresciuti, saranno loro, a guardarsi dentro; a scegliere se essere etero oppure omosessuali: ma questo non deve avvenire per un condizionamento messo in atto già dalla nascita, nella famiglia che li alleva. Quegli ignoranti che si battono a spada tratta affinché tutto ciò avvenga, hanno mai sentito parlare dell’Imprinting, ovverossia, dell’apprendimento primario? E parlando sempre di quelli… hanno almeno una pallida idea, nel lungo periodo, di che cosa possa comportare snaturare l’ordine universale delle cose, ossia gli equilibri naturali?

Ma va là, scema di una Gia, di che stai parlando? Sono il Capitalismo e la Finanza internazionale, le uniche leggi che hanno imperato e continuano a farla da padrone: non ti dice nulla l’innalzamento della temperatura terrestre a causa delle ferite inferte alla natura da chi persegue l’unico obiettivo del denaro per avere il Potere? E questo, è ancora nulla; ti rimando a un unico nome: Donald Trump, novello Presidente degli US, il quale se n’è fregato degli accordi di Parigi inerenti alla protezione del clima; e non si è fermato a questo, poiché ha dichiarato di voler avviare delle nuove trivellazioni petrolifere, e di puntare sul carbone. Ma lasciamo da parte quest’infausto evento, che purtroppo, a breve, avrà delle ripercussioni in tutto il globo: la sua elezione a Presidente degli US.

Per ritornare al tema della fecondazione artificiale, che, più appropriato sarebbe definire “artificiosa”, se prima ho citato Elton John, è tuttavia vero che anche in Italia c’è stato un “edificante” esempio di quanto parlo: mi riferisco a quel leader della sinistra, dichiaratamente e orgogliosamente omosessuale, che, con il suo marito, ha fatto qualcosa di simile. Devo dire che quello lì mi ha deluso moltissimo: infatti, prima che si procurasse un figlio in questo modo, lo stimavo molto per la sua intelligenza, cultura, umanità, e per i principi d’equità sociale che andava propugnando. E sarebbero dovute essere proprio la sua intelligenza e umanità, a impedirgli d’indulgere in questi sogni, che, per me, oltretutto, sono delle inammissibili forzature: una violenza alla vita stessa, la quale, prima o dopo, si vendica.

Per essere anche più chiari, secondo me, alle proprie voglie, aspirazioni e sentimenti, non si dovrebbe mai mettere di mezzo chi, con questi, non c’entra un beneamato cazzo; e specie se si tratta di bambini, delle vite… (Continua nel romanzo).