#CICLOVIA DELL’ALPE ADRIA.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

«Dal Cappello di Gia».

Un passaggio tratto dall’Atto 7° della Saga Erotica Lesbo 

che suscita emozioni anche in chi non lo è.

Presto nelle librerie.

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Volume 7

… «A proposito di bici, ve ne voglio raccontare una curiosa. In una delle numerose escursioni che facemmo quand’ero a vivere da lei, trascorremmo un bel weekend ad Arnoldstein, un’amena località montana austriaca. Poiché da lì si può percorrere un fantastico giro su pista ciclabile, che può arrivare persino in Croazia, patita della bici, lei mi propose di affittarne due a pedalata assistita per arrivare quantomeno a Tarvisio, una ridente località montana che sta nella vicina Italia».

«Assistita… da chi?» chiese Nahed, che mai aveva sentito parlarne.

«Da un motore elettrico a batteria, gioia. Sapete, i percorsi di montagna sono pieni di saliscendi, e noi, preferendo riservare le energie per scopare, non avevamo alcuna intenzione di stroncarci pedalando».

«Che bella idea; peccato che fuori dalla nostra Oasi, sulla sabbia del deserto, servano a poco. Continua, dai».

«Beh, pedala e pedala, passata qualche ora a un certo punto la mia vescica si mise a protestare a causa di un’ovvia impellenza. “Gia” dissi, “Non ne posso più”. La stagione estiva era sul finire, i pochi punti di ristoro erano chiusi, e per i quaranta chilometri già percorsi non c’era un cesso neppure a cercarlo con il lanternino.

“Amore, fermiamoci un momento in quell’area di sosta, spostati un po’ addentro, sotto gli alberi, accucciati, e falla”, mi disse Gia.

Bene, non ci crederete a quanto possa essere infame la sfiga: per tutta la strada avevamo incrociato forse soltanto due o tre ciclisti, ma combinazione volle che mentre accucciata la mollavo, giungesse una coppia attempata che si fermò proprio lì. Quando mi videro, quella vecchia gallina spennata commentò: “Che schifo! Non vi vergognate?”.” Cazzo”, pensai, “che ci avesse colto a scopare, avrei anche potuto capire”.  Il maturo ganzo pelle ed ossa che stava con lei, si unì sfoderando un’espressione indignata. Fortunatamente io avevo già finito, ma non vi dico quale fu la reazione della mia Gia: irata da divenire rossa in volto, con il fuoco nello sguardo, veementemente le replicò: “Senti, moralista dei miei coglioni; non so se te ne sia accorta, ma qui non c’è un cesso per decine di chilometri. E comunque, qui pisciano lupi, orsi, e pure delle vacche come te, perché non dovrebbe farlo lei? Invece di rompere la minchia a noialtre, perché non fai un bell’esposto a chi di dovere? Facile, per questo coglione che ti accompagna, che deve soltanto sfoderare dalle brache quel che rimane del suo uccello moscio.

Tra l’altro, dovendosi così arrangiare, accucciandosi, mia moglie ha rischiato di prendersi una zecca sulla fica. E tu che fai? Il pistolotto? Vedete di andarvene un po’ a fare in culo».

«Quale fu la loro reazione?» chiese Rashida, molto divertita.

«Evidentemente non se lo aspettavano, perché, inforcate in fretta e furia le bici, se ne andarono; nella direzione opposta alla nostra, fortunatamente. Comunque, la questione della zecca non fu peregrina, poiché, densamente popolate da animali, vacche in particolare, quelle zone ne sono infestate, e se non te ne accorgi subito, rischi di prenderti il cosiddetto morbo di Lyme, una brutta infezione che se non presa in tempo può persino portarti alla morte. A farla accucciata con l’erba a farmi il solletico, non sarebbe stato improbabile che una di quelle bestiacce mi fosse saltata sulla fica. Infatti, arrivate all’Hotel, prima ancora di scopare, chiesi a Gia di sottopormela a un accurato esame visivo».

Ancora divertita, Rashida chiese: «Senti, Gia, come mai, quando sei decisa a offendere, usi sempre dei termini che si riferiscono a degli attributi maschili… tipo “coglioni”, “minchia”, e così via?».

«Per l’uso comune che se ne fa; ma anche, e forse soprattutto perché mi sembrano consoni a quel che molti di loro mostrano d’essere»… (Continua nel romanzo).

 

 

 

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