QUANDO FUMARE NON NUOCE.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

«Dal Cappello di Gia».

Un passaggio tratto dall’Atto 6° della Saga Erotica Lesbo 

che suscita emozioni anche in chi non lo è.

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Volume 6

… salvo Nourhan, nessun’altra era a parte di una singolare abitudine che la donna veneziana aveva preso da qualche giorno: verso l’imbrunire lei si eclissava per una mezzoretta per recarsi da sola nell’Orto degli Ulivi, dove, tranquilla, si sedeva sul ceppo di un vecchio albero tagliato, si accendeva un grosso sigaro, e poi, disinvolta, lo sguardo perso nel vuoto, i piedi poggiati sul bordo del legno e una mano sotto il gonnellino, prendeva a masturbarsi in solitudine.
Accadde una volta che incuriosita da quelle sue sistematiche sparizioni, Nahed la seguisse a distanza. Vista levarsi una nuvola azzurrognola di fumo, si avvicinò, e: «Gia! Nulla da eccepire che tu ti masturbi; ma tu stai fumando! Non sapevo che fossi una fumatrice. Se lo viene a sapere Rashida, vedrai che ti dice».
Continuando imperterrita a fumare e ad accarezzarsi la vagina, lei: «Infatti, non lo sono, fumatrice».
«E quello, allora, che cosa sarebbe?» replicò lei, indicando il grosso sigaro fumante.
«Me ne concedo soltanto qualche tirata al giorno: quel che basta per farmi venire; e questo non fa di me una fumatrice. Vuoi provare? È molto buono».
«Cavolo, tu sei una tentatrice… anche per la faccenda del vino, voglio dire. Ma sì… dammi qua; spero soltanto che Rashida non lo venga a sapere».
«Tieni; non fumare a petto, però, perché potresti tossire tanto, da vomitare; tira soltanto a guancia, e gustati il suo aroma».
Quando Nahed ebbe fatto qualche tiro, sorpresa, esclamò: «Cavolo, che buono! Sa di fica!».
«Infatti, tesoro; me li faccio mandare da Cuba da una mia ex. Costano un sacco, ma ne vale la pena».
«E come mai hanno questo magnifico aroma?».
«Devi sapere che per ammorbidire la foglia di tabacco in maniera che si arrotoli senza rompersi, le donne che li preparano, prima d’arrotolarli se li cacciano per qualche tempo nella gnocca in tiro».
«Non ci posso credere! Penso che sapendo questo, non soltanto Rashida non si arrabbierebbe, ma te ne chiederebbe uno. E adesso smettila di sgrillettarti da sola, slacciati, fai cadere a terra il gonnellino e ritorna a sedere come prima; continua a gustarti il tuo sigaro, che a farti venire ci pensa la mia bocca… che dopo aver tirato qualche boccata sa anch’essa di fica».
«E vedrai dopo che mi avrai reso il servizietto: lo saprà anche di più».
«Svergognata!»… (Continua nel romanzo).

 

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