PIEGARE LA LOGICA ALLE PERSONALI PREFERENZE.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

«Dal Cappello di Gia».

Un passaggio tratto dall’Atto 6° della Saga Erotica Lesbo 

che suscita emozioni anche in chi non lo è.

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

MultiIcona2 Atto 5°

… e ora cerchiamo di comprendere meglio come mai si prova quella straordinaria sensazione che ormai tutte noi conosciamo bene; esamineremo il fenomeno da un punto di vista prettamente psicologico. Al proposito, sarà inevitabile che io mi rifaccia alla psicoanalisi, e in particolare a ciò che Freud ha postulato nel passato, ma che ancora oggi è ragionevole tenere in considerazione. Naturalmente, ciò che adesso io prenderò succintamente a spiegare, va inteso come una semplificazione di qualcosa che è ben più complesso.

In tutte noi esistono e coesistono due istinti primordiali variamente articolati ai quali, dal dottor Freud e in seguito anche da Jung, dapprima suo allievo, sia pure con diverse interpretazioni, è stato assegnato il nome di “Libido”[1] e di “Destrudo”[2], elementi, secondo loro, dualistici: e qui, perdonatemi se io vi sembrerò presuntuosa, ma mi permetto, sommessamente quanto meditatamente, di dissentire in merito alle loro teorie. Secondo la mia esperienza[3] queste due pulsioni, invece che stare tra loro in un rapporto antitetico, coesistono; e possono essere, o in perfetta armonia, oppure sbilanciate tra di loro.

Nei tempi andati, la libido, istinto deputato alla pulsione sessuale, era principalmente volta alla perpetuazione della specie. Oggi, invece, che per i progressi conseguiti della scienza e dalla medicina, la specie si riproduce anche troppo e vive più a lungo, la libido dovrebbe essere orientata prevalentemente all’attività sessuale finalizzata al piacere. Non castrandola, però, come sovente avviene; e non caricandola di sensi di colpa, come nel tempo si sono sforzate di imporre varie istituzioni pseudo puritane e sommamente ipocrite, di solito religiose: ma incoraggiandola per la sua insostituibile e fondamentale funzione di mediazione psicofisica nelle angosce e nelle frustrazioni che l’odierno vivere comporta. Secondo il mio personale punto di vista, che sono certa voi condividerete, in questa Società Umana noi siamo indotti a vivere in una condizione che io non esito a definire di “alienazione”, in virtù della quale, non tenendo conto dell’evoluzione che è in atto, si travisano i mezzi con gli scopi.

Seguite il mio ragionamento, care sorelle mie: venuta meno l’esigenza di prolificare, con la speranza che il volume delle popolazioni abbia a diminuire invece che crescere, perché mai i rapporti amorosi dovrebbero svolgersi tra sessi diversi, giacché ciò comporta il grosso rischio di procreare? E per quanto attiene alla pulsione amorosa, che i più ritengono essere “normale” soltanto se soddisfatta tra persone di sesso diverso, non vi sorge il fondato dubbio che la natura, nella notte dei tempi, abbia disposto le cose in questo modo con l’unico scopo di perpetuare la specie umana? Caduto però il fine, si dovrebbe prender atto che anche su tale questione va posto un dubbio più che legittimo: considerando che la sopravvivenza di ogni specie vivente, animale o vegetale, si fondi sull’adattamento e l’evoluzione, dovrebbe continuare a essere considerato normale il rapporto etero sessuale, oppure si dovrebbe accettare che vi sia in corso un fenomeno di cambiamento evolutivo che riguarda anche la specie umana?

Venuto meno quel fine, ossia la moltiplicazione della specie, alla sessualità, che pure rimane, non ve ne dovrebbe essere asservito un altro? E quale, se non il piacere concepito di per sé? E da tale prospettiva, che cosa sarebbe più normale se non che i rapporti amorosi e sessuali avessero a svolgersi in una forma esclusivamente omosessuale e non etero, giacché quest’ultima, differentemente dall’altra, come dicevo, pone il rischio della figliazione?

E quindi, amate sorelle mie, riflettete: non noi, lesbiche, ma quelli che sono etero, vanno “contro natura”, poiché, non tenendo loro conto dell’evoluzione e figliando, la natura, loro, contribuiscono a demolirla. Oggi, lo scopo della sessualità è il solo piacere, sorelle mie care; e riguardo alla procreazione, il sesso sicuro al cento per cento è unicamente quello che può svolgersi in maniera omosessuale. Per questo, affermo che esso è da considerare “normale” e “naturale”.

Ultima cosa, ma non meno importante, in un divenire sempre più diffusamente omosessuale, finalmente affrancati da un destino predeterminato, voi non credete che le donne e gli uomini sarebbero più felici? Dapprima nella condizione di “etero”, svuotate da ogni ansia concernente l’eventualità di rimanere incinte, le une potrebbero ritrovare il perduto gusto del “bello”, apprezzando e godendosi sentimentalmente e sessualmente la femminilità, la dolcezza e la bellezza delle loro consimili. Gli altri, come dei cazzuti John Wayne[4], invece, potrebbero continuare a giocare con ciò che prediligono: il machismo[5] idiota e il culto della forza. E giacché lo apprezzano tanto, che se lo consumino e godano serenamente, ma esprimendolo anche sessualmente, portando così il culto del pene, il simbolo che identifica anche il loro cervello, al primo dei loro interessi. Tra di loro, però, e senza scassare le ovaie a noi donne! Tutto ciò, tuttavia, a causa dei soliti “benpensanti” ipocriti, ahimè, rimane soltanto un sogno»…  (Continua nel romanzo).

 

[1] Libido e Destrudo, secondo la teoria freudiana, la libido rappresenta la pulsione principale, se non l’unica dell’uomo: quella sessuale. Nella sua teoria, la libido si contrappone alla Destrudo. Secondo la teoria junghiana, inoltre, la libido è una forma di energia psichica che costituisce per l’uomo una vera e propria “spinta vitale”, la quale non si limita solo all’ambito sessuale. Fonte: Wikipedia.

[2] Destrudo, secondo la teoria psicoanalitica, si contrappone alla libido. Infatti, mentre la libido è lo stimolo a creare, ossia un’energia che proviene da Eros (pulsione di vita), la destrudo, o stimolo a distruggere, è l’essenza di Thanatos (pulsione di morte). Fonte: Wikipedia. 

[3] Libera interpretazione fantasiosa dell’Autore, funzionale alla narrazione.

[4] John Wayne, è lo pseudonimo di Marion Mitchell Morrison (Winterset, 26 maggio 1907 – Westwood, 11 giugno 1979), attore e regista statunitense. Egli è stato uno degli attori più famosi del mondo, celebre soprattutto per i suoi film western, ma anche per molti altri ruoli interpretati in generi differenti. S’identificò nel ruolo dell’eroe senza macchia e senza paura, rude ma generoso, divenendo pure il simbolo di un marcato maschilismo. Estratto da: Wikipedia.

[5] Machismo, è un atteggiamento di ostentazione di caratteri virili e mascolini. Alcune volte il termine è utilizzato anche come sinonimo di maschilismo.

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