NON CI RESTA CHE PIANGERE.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

«Dal Cappello di Gia».

Un passaggio tratto dall’Atto 6° della Saga Erotica Lesbo 

che suscita emozioni anche in chi non lo è.

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

MultiIcona 1 Atto 5

… e a proposito di menzogne mascherate da verità, nella nostra bella Italia andiamo famosi: proprio dei maestri, siamo! In questa deprecabile arte, una consistente parte dei nostri cosiddetti “onorevoli”, che più appropriato sarebbe definire “dis-onorevoli”, ha fatto un’eccellente scuola.  Maestri nel far credere di voler cambiare le cose, giunti al Potere si adoperano per lasciarle esattamente com’erano; e tutto ciò in malafede, sciorinando giustificazioni intorno alla stabilità sociale, che in realtà significa lasciare i privilegi a chi già li ha, fottendosene alla grande delle regole democratiche, della legalità, e della giustizia sociale.

E non si può certo rimproverar loro che non si diano da fare: per i loro interessi, però! Sono instancabili: come ha detto bene una volta la poetessa Alda Merini, “Le mosche non riposano mai, perché la merda è sempre tanta”.

Le monarchie assolute dei nostri tempi si celano sotto quel rassicurante mantello che, astutamente e in consapevole malafede, a piè sospinto loro chiamano democrazia. Se tu non fai parte di un gruppo, partito politico, massoneria, o congregazione varia che sia, vali meno di una cacca di mosca; e anche quando vi fai parte, prova tu, a esprimere del dissenso: per ben che ti vada, sarai considerato alla stregua di un appestato, da cui tenersi alla larga per non compromettersi; e sarai emarginato per sempre. La prima regola che devi accettare, è il conformismo; in ogni senso, e su ogni fronte. Oltre a ciò, devi essere sempre ben disposto a offrire anche il culo.

La caduta del muro di Berlino è certamente stata una vittoria della libertà sull’oppressione: ha spiazzato quell’entourage che aveva fatto di Karl Marx, e del suo “Il Capitale”, la propria carta vincente per ottenere dei privilegi. D’altra parte, è ben vero, che in quell’occasione alcuni si sono fregati le mani dalla contentezza: con l’implicita, scarsa propensione ad attribuire considerazione ai valori morali e al rispetto degli altri, il liberalismo aveva vinto, e poteva finalmente spiccare il volo. Non c’era più nulla che potesse frapporsi al dilagare dello strapotere della finanza, offuscando con il consumismo più sfrenato la mente delle genti. Il liberalismo, e il capitalismo che vi è connesso, altro non è diventato, perciò, che una celata maniera per affermare il Potere di pochi su tanti, aggravandole, invece di risolverle, le diseguaglianze.

Il peggio è, che oltre al danno, c’è anche la beffa; infatti, prendono pure per il culo la tua intelligenza: con degli slogan bugiardi quali, “Eguali opportunità per tutti”, smantellamento del “Pubblico” a vantaggio delle più “efficienti” privatizzazioni, “Omologazione agli standard europei”, e via discorrendo, loro fanno intendere che la democrazia sia cresciuta, mentre è vero il contrario.

Basti pensare al divario spaventoso che si è creato oggigiorno tra i redditi dei cittadini, e quindi, per le condizioni di vita della popolazione: sono pochi, coloro i quali detengono la maggior parte del patrimonio pagando il minimo possibile di tasse; e ciò, mentre moltissimi altri, dopo essere stati svuotati di quel poco che avevano con degli esagerati balzelli, sono spesso costretti a delle condizioni di vita indecorose, se non alla fame o al suicidio. E che cosa sarebbe questa, se non una nuova monarchia mascherata da democrazia, la quale impera peggio delle passate?

Il loro capolavoro, però, è stato perpetrato al passaggio dalla lira all’euro: di un botto i cittadini pensionati e quelli a reddito fisso si sono visti dimezzare i loro introiti, e più che raddoppiare i prezzi. E questa vergogna, a causa di quelle “brave persone” che hanno accettato lo sfavorevole cambio imposto, per lo più, da Germania e Francia. E quel che più mi fa incazzare, è che il principale responsabile di questa faccenda, fallimentare per i cittadini, oggi voglia farsi passare per un cosiddetto “Padre della Patria”! E ritornare indietro, ormai non risolverebbe nulla, ma aggraverebbe ancor di più la condizione di chi campa a reddito fisso. Si è davvero trattato di un delitto perfetto; prendiamo, ad esempio, un insegnante che prima dell’euro percepiva uno stipendio di duemilioni e seicentomila lire al mese, che, con l’avvento dell’euro si è ridotto a milletrecento. Ritornando alla lira, oggi percepirebbe uno stipendio di un milione e trecentomila lire. Se non è geniale questo, che cosa, allora? Di un colpo il capitalismo più gretto, sindacati compiacenti, ha ridotto del cinquanta per cento gli oneri per la forza lavoro.

Sì, siamo ritornati a un regime monarchico-nobiliare di pochi, imperatori della finanza attorniati da un variegato sottobosco: da una corte composta di politici e da certi sindacalisti, che fanno da vassalli e valvassori. Per non parlare di taluni giornalisti, che cavalieri dei re, sono incaricati di mantenere il controllo sull’informazione, e quindi sociale, usando spregiudicatamente la spada dell’Informazione. E che dire delle banche, le cui cazzate sono pagate dai soliti, ossia dai più modesti risparmiatori? É meglio che io mi taccia; cazzo!

Almeno una volta, di monarca, ce n’era uno solo; e se pur poche e non condivise, vi erano delle regole che, pur turpi, erano chiare. Ciò che più ha fatto del danno, secondo me, è il travolgimento dei valori sociali: con la menzognera chimera che tutti possano aspirare a qualunque cosa, oggi c’è una parte di gente che anela, e si dà da fare, nell’inutile tentativo di diventare un Silvio Berlusconi, un Giorgio Armani, un Benetton, o qualcun’altro simile a costoro.

E che dire di quel tal Sergio Marchionne da poco scomparso, poverino? A sentire ciò che si può leggere qua e là, neanche sembrava pagare le tasse nello stesso Paese da dove ricavava buona parte dei suoi ingentissimi redditi. Ma forse sono soltanto chiacchiere prive di fondamento. Comunque sia, se fosse vero, e se in una ipotetica seduta spiritistica glielo chiedessi, lo sai che cosa potrebbe rispondere? “Erano le leggi, a permettermelo; e dunque, che cazzo volete da me?”.

Ma va bene così, tanto, a chi importa della giustizia, dell’equità, e dei valori morali, se non a parole? Italiano solo quando gli conveniva, con la doppia cittadinanza italo-canadese, sembra che quel tipo lì avesse stabilito la propria residenza fiscale nel cantone svizzero di Zug, scelta molto “furba”, poiché molto conveniente dal punto di vista fiscale. A sentire lui, le cose stanno diversamente, poiché si attribuiva il merito di far rinascere l’azienda della famiglia Agnelli, e così aver salvato migliaia di posti di lavoro. Ma chi è, che di fronte a sé stesso, non si perdona? Poveretto, ha avuto sfiga a morire così presto; ma ciò non cancella i suoi comportamenti che, per carità cristiana, diciamo sono stati quantomeno poco sociali.

E che dire a proposito della famiglia Agnelli, di storica memoria? É di questi tempi, la notizia che se n’è andata dal nostro Paese (e da quello che dovrebbe esser il loro), fissando in Olanda la sede delle loro holding: che anche in questo caso si sia trattato di una questione di tasse? Eppure, è nel nostro Paese, che loro hanno prosperato fin dal 1899; e ciò, grazie al lavoro di noi italiani, e pure ai nostri soldi pagati in tasse, cui tanto hanno attinto per mandare avanti le loro industrie.

Tuttavia, non è certo a costoro, che, di là dell’indecenza etica, vanno mossi dei rimproveri: coerentemente con quanto si diceva, in questa società smarrita, priva di valori morali, quelli lì non fanno nulla di più, che curare i propri interessi alla faccia degli altri. Ma io mi domando e dico: dove stanno, e che cosa fanno coloro i quali dovrebbero far funzionare le cose secondo equità? E mi riferisco ai politici, che dovrebbero adoperarsi per gli interessi dei cittadini, ai legislatori, i quali dovrebbero contrastare tali furberie, e a coloro i quali dovrebbero, poi, far rispettare tali leggi, ossia, la Magistratura.

Con il vomito che mi sale nel dirlo, sto pensando che erano meglio i monarchi del tempo passato, i quali, riguardo al mantenimento di una parvenza della moralità, hanno mostrato, se pur perfida, una maggiore lungimiranza: infatti, per contenere la legittima reazione alle loro malefatte, hanno demandato a Santa Madre Chiesa la funzione di consolare gli afflitti; e questo è stato fatto usando soprattutto la bufala del riscatto nell’altra vita.

Quando, con i movimenti del sessant’otto, finalmente si è giunti a una concezione più giusta della società, quei nuovi valori davano fastidio all’imperio dei nuovi monarchi; ma ecco che la fortuna, sempre pronta ad aiutare i furbi e i disonesti, è accorsa in loro aiuto: infatti, a quei nuovi valori più equi, si è sostituito il dirompente vento del consumismo, che li ha spazzati via.

Saggio, sarebbe stato, invece, parallelamente ricondurci a degli stili di vita più semplici, più umani. Ed eccolo, guardalo lì, il bel risultato: abbiamo reso quasi invivibile il nostro pianeta; e neanche gli obiettivi che il mercato globale si proponeva, sono stati raggiunti. Non mi risulta, infatti, che le economie viaggino alto: nazione più, qualche altra meno, per l’ingordigia di quei pochi senza scrupoli, la depressione ha riguardato, o sta colpendo un po’ tutti. Che poi, quelli lì, si credono pure d’essere delle astute volpi, mentre non si accorgono che alla lunga la situazione è diventata più grande di loro, divenendo incontrollabile. Ma tanto, i ladri veri, quelli di grande professionalità, si salvano sempre il culo a scapito di quelli che loro chiamano fessi; ovverossia, noi gente onesta… (Continua nel romanzo).

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