PROSTITUZIONE SÌ, PROSTITUZIONE NO.

+ 18

#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

«Dal Cappello di Gia».

Un passaggio tratto dall’Atto 5° della Saga Erotica Lesbo 

che suscita emozioni anche in chi non lo è.

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

PROSTITUTION

… ritornando a quelle povere donne che svolgono una professione dall’insostituibile contenuto umanitario, e dall’indiscutibile valore sociale, definendole “puttane”, sempre disprezzate, sono!

Che ne sarebbe, di tutti quegli uomini i quali, per varie cause, incapaci o impossibilitati a fottere, senza di loro imploderebbero riversando la loro libido repressa in comportamenti spregevoli, se non criminali? E a quelli portatori di handicap, lasciare il diritto di prendersi qualche piccola consolazione che li distragga dalla propria sciagura, proprio no? Non se ne deve neanche parlare, non è vero? Hanno già il “conforto della Fede”, e quindi, sarebbe peccaminoso o quantomeno “moralmente riprovevole”. Cazzo, merda; e già che ci siamo, mettiamoci pure un bel “vaffanculo”!

Recentemente ho assistito a un’inchiesta alla tv dove si presentava il caso di un ragazzo che, portatore di handicap, non poteva neppure masturbarsi. Ebbene, naturalmente dietro corresponsione di un giusto corrispettivo, non a una prostituta, ma a una generosa e dolce ragazza, che voleva offrirsi per aiutarlo usando dei guanti, fu impedito di farlo poiché la cosa si sarebbe configurata in un reato, e quindi lei sarebbe stata considerata una puttana! E quando un’infermiera t’infila un catetere in fica o nell’uccello, oppure la canna di un clisma nel culo, anche quella, è una puttana? E il ginecologo che te la esplora con le dita, è un gigolò?  E l’andrologo che rallegra il culo agli uomini per controllare la loro prostata, anche quest’ultimo va denunciato per sodomia? Oppure, a fare la differenza, è l’espulsione di fluidi sessuali?

In ogni caso, va precisato che le noie legali non sarebbero state a carico di quella volenterosa e generosa ragazza, poiché la nostra legge non persegue la prostituzione in sé, ma l’istigazione, termine entro il quale si comprende ogni cosa legata al commercio del sesso, e quindi anche la contrattazione e i pagamenti cui, necessariamente, avrebbero dovuto adempiere i familiari del giovane ragazzo sfortunato. Tu guarda in che cazzo di umanissimo Paese siamo costretti a vivere; merda al quadrato!

E così, in nome di un malinteso concetto di morale, e per non dispiacere la potente Curia Romana, Stato nel nostro Stato, la legge italiana costringe le prostitute a esercitare illegalmente, in condizioni di stress, di pericolo, e di sfruttamento. E se tu vai a obiettare, lo sai che ti rispondono? “Noi non vogliamo disciplinare la prostituzione; ma eliminarla, poiché si tratta di un mercimonio che umilia le donne”. Ciechi, e pure ipocriti! Come se non lo sapessero che mai, nella storia dell’Umanità, una tal cosa sia stata coronata da successo; non a caso, la prostituzione è definita “il mestiere più antico del mondo”, razza di rincoglioniti!

Io mi domando e dico: riguardo alla prostituzione, perché non disciplinare in maniera legale e civile le cose, com’è stato fatto in svariati Paesi europei, quali la Svizzera, l’Olanda, la Germania, l’Austria, per citarne soltanto alcuni? Da quelle parti le donne possono lavorare tranquille, senza sfruttatori, e si sentono rassicurate dai controlli medici obbligatori; e giacché incassano i dovuti tributi che loro versano come ogni altro libero professionista, anche gli Stati ne sono contenti. E in aggiunta a questo, per le minori spese che non sono costrette a sostenere per combattere la criminalità, come pure per la diminuita assistenza medica e sanitaria che sarebbe conseguente alle infezioni veneree o di altro tipo, le amministrazioni pubbliche ci risparmiano pure.

Ciò nondimeno, con quell’altro Stato di cui accennavo, efficientissimo e iperattivo, che cogita nel cuore del nostro, hai voglia, Gia: da noi, un po’ di civiltà… mai? Mettendosi nei loro panni, si capisce pure: come sarebbe possibile continuare a infondere il senso di vergogna e di colpa, sia nei riguardi di quelle povere donne, sia negli avventori? E soprattutto, come si potrebbero giustificare le loro ipocrite crociate moralistiche condotte in nome della “Libertà e dignità della donna”? Da noi, le prostitute non sono forse delle creature lasciate da sole al loro destino, che in tal modo, libero, non lo è per nulla? E sempre in nome dello slogan di quelli lì che citavo, una delle libertà della donna, non è anche di decidere da sé che vuol fare del proprio corpo?

Proprio da loro, viene la predica, poi! Con tutte le sozzerie che sono emerse intorno ai loro comportamenti “santi”! Festini omosessuali a gogò, uso improprio dell’otto per mille prelevato dalle tasche dei contribuenti, auto blu dell’ultimo modello con tutti i confort, bar incluso, magioni principesche di centinaia di metri quadri per i porporati “Principi della Chiesa”, e quant’altro mi fa schifo soltanto citare! Non so fino a quando lasceranno mano libera di muoversi a quel povero Francesco, il quale sta cercando in tutti i modi di conferire qualche attendibilità alla Chiesa Cattolica. Speriamo che il suo Dio lo protegga… con i criminali interessi che lui sta disturbando. Anche se non sono osservante, una preghierina per quel brav’uomo, proprio mi va di farla.

Eppure, per ritornare alla prostituzione, lo sanno, che fin quando ci saranno dei maschi, sempre continuerà ad esistere. E quindi, perché non accettarla e regolarla, nel frattempo cambiandole il nome per renderla dignitosa al pari d’altre professioni? Potrebbero considerarla un’attività simile a quella della badante, ad esempio, o delle massaggiatrici chiropratiche, mettendo il servizio sessuale a disposizione non soltanto degli uomini, ma anche delle donne non belle o anziane, e perché no, anche di noialtre, illuminate femmine lesbiche.

La realtà è, che nello scorrere dei millenni, Maria Maddalena deve continuare a ravvedersi e a lavare i piedi a Gesù: questa, è la loro verità; cazzo! Se la tenessero per sé, almeno; ma la loro beghina morale, “quelli”, la vogliono imporre a noi, che intellettualmente liberate dai loro beceri pregiudizi, con loro, non abbiamo nulla da spartire. Questo, è l’annoso e insolubile dilemma italiano; merda! Il giorno in cui lo Stato Vaticano dovesse decidere di trasferirsi in altro continente, per la gioia, io mi darei alla Trance Dance per un mese intero, che coronerei con una sbronza megagalattica, e con un centinaio di copule godute a ritmo continuo con delle belle strafighe!

Distratta da quelle divagazioni mentali, Gia s’impose di riportare l’attenzione a Rashida, la quale non aveva terminato: «Altre, sono quelle che dovrebbero essere definite puttane, Gia; quelle che più del corpo, si vendono l’anima per denaro e Potere. Quelle che si sono scordate come nei millenni le donne siano state trattate dagli… (Continua nel romanzo).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...