A PROPOSITO DI GIUSTIZIA.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

«Dal Cappello di Gia».

Un passaggio tratto dall’Atto 5° della Saga Erotica Lesbo 

che suscita emozioni anche in chi non lo è.

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Volume 5

… che d’altronde, fu proprio con quell’esperienza, che io compresi come mai, nei secoli, il mestiere del muratore è stato imposto agli schiavi, oppure ai sottomessi dai potenti. Cazzo, io mi domando e dico, perché, invece che alle persone oneste e di buona volontà, non riservare i lavori di fatica e nocivi ai delinquenti e ai politici collusi, che, se beccati… in altre parole, quasi mai, se gli va male se ne stanno belli e beati a soggiornare in carceri dotati di ogni comodità. E questo, a spese di chi? Di quegli stessi muratori che pagano le tasse, e che di conseguenza li devono pure mantenere in carcere. Se invece, come di solito avviene, a loro le cose vanno meno male, sono assegnati a dei servizi sociali di comodo, oppure agli arresti domiciliari nelle loro principesche magioni. Coglioni che non sono altro; loro, e tutti quelli che rendono possibile tutto questo!

Quando nei Balcani c’era l’ex Jugoslavia di Tito, correva voce che per guadagnarsi il pasto quotidiano, i carcerati dovessero scavare e movimentare ogni giorno quattro metri cubi di terra o di ghiaia. E giacché un metro cubo di quel materiale pesa intorno ai duemila e quattrocento chili, a me pare che stiamo parlando di un’adeguata e meritata fatica; o no? Ossia, di una lezione veramente utile per coloro che, avidi quanto indolenti, pur di non lavorare, rubano. Lo so bene, che il carcere dovrebbe assolvere anche a una funzione rieducativa; ma giunti al terzo grado di giudizio, quando sei certo che quel tal criminale sia davvero colpevole, perché non far soffrire lui, invece di chi non ha altre colpe, se non d’essere nato povero o sfortunato? E se ne vada pure a fanculo chi ti giudica giustizialista quando, esasperata, prorompi in questo tipo di discorsi! Se l’esagerazione è sempre sbagliata, così è pure per lo stupido pietismo ipocrita; e che cazzo!

Riguardo a quei poveretti destinati a compiere dei lavori pesanti e nocivi in cambio di pochi soldi, quel che mi fa sempre incazzare, è la diffusa concezione che per i miseri il destino non cambi; io, però, lo so di chi è la colpa: di quelli che hanno importato dagli US la diffusa concezione, di origini bibliche, della predestinazione.  Idea che ovviamente è piegata ai loro sordidi interessi.

Secondo un diffuso modo di pensare di tanti nordamericani, la gente si distinguerebbe in due categorie: i cosiddetti “vincitori” e gli altri, che contano meno della cacca; ovverossia, i “perdenti”. Che stronzata galattica! Se è comprensibile che ciò valga per gli yankee, che in fatto di cultura, nella loro generalità, non è, che siano proprio… (Continua nel romanzo).

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