SESSO AMOROSO, O PRETTAMENTE LUDICO?

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

«Dal Cappello di Gia».

Un passaggio tratto dall’Atto 4° della Saga Erotica Lesbo 

che suscita emozioni anche in chi non lo è.

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Volume 4

… non so se quell’impeto mi venne per compassione, simpatia, oppure per gratitudine; probabilmente, per tutte le cose insieme. Vista la mia del tutto assente propensione verso gli uomini, questo fa capire la grande stima che avevo, e che ancora ho per quell’uomo tanto diverso dai più che avevo conosciuto sino allora.

Giunsi persino a pensare che se nella vita avessi incontrato prima un uomo come lui, forse avrei potuto preferire delle scelte di vita diverse, magari essere bisessuale, giungendo alla considerazione che non importa quale sia il colore delle cose: ciò che conta, per bianche o nere che siano, è come esse sono dipinte la prima volta che ti sono presentate; insomma, mi convinsi che è sempre e soltanto una questione d’imprinting (1).

Ancora oggi, rivedo l’espressione triste che mostravano i suoi occhi quando mi parlava; povero Maestro mio, quanto gli doveva mancare la gnocca! E non solo quella; gli mancava al punto da desiderare di tramutarsi in una donna per averne almeno una sempre a disposizione: una bella, calda, paffuta, profumata e lacrimevole passerina da coccolare… la propria.

Gia, quanto sei maliziosa! Dovresti vergognarti di questi tuoi pensieri inverecondi: per quanto discreta e calma fosse la riflessione del tuo Maestro, la sua era afflizione bella e buona; e non si scherza sulla disperazione degli altri, specialmente quando le persone si ammirano o si vuole loro bene.

Tu guarda, a che tortuose vie possono portare l’amore mortificato e i desideri insoddisfatti. É come quando si ostacola il corso di un torrente: se è in piena, poi sfocia in una maniera che mai, ci si sarebbe potuto aspettare. E pensare che sarebbe bastato poco: rendergli l’amore che ha dispensato. Io mi domando e dico, ma colei con la quale ha avuto dei figli, che razza di donna è? Da cancellare proprio!

Naturalmente, io non ne posso essere certa; ma penso, tra le altre cose, che a quella scriteriata sia mancata la propensione ludica, la voglia e la capacità di giocare, e anche con il sesso, naturalmente. Ma io lo so, come spesso stanno le cose: a causa di una malintesa concezione dell’amore, sono tante, le femmine incapaci di fare sesso se non si sentono legittimate dallo stesso sentimento che le ha portate a sposarsi. Secondo me, quelle sono stupide due volte: in primis, perché dovrebbero gradualmente sostituire il fuoco dell’innamoramento con altri sentimenti, quali ad esempio, l’affetto e la complicità; e questo, specie in seno a un matrimonio. E che cavolo: non possono mica pretendere che dopo trent’anni di vita insieme le cose rimangano sempre le stesse. Un po’ di dinamismo cerebrale, e che cazzo!

La seconda ragione della loro stupidità, dicevo, sta nel fatto che non imparano a distinguere il sesso amoroso da quello prettamente ludico. E così non capiscono che alla lunga, la fica servirà loro soltanto per pisciare; il che, non è certo il massimo. Il gioco, dicevo: ecco, che cos’è che dovrebbero scoprire… e che cazzo! Ma stavolta, al quadrato.

Riflettendoci sopra, certo è che in quell’occasione l’intelletto del mio caro Maestro ha mostrato una formidabile capacità d’adattarsi ed evolversi: altri uomini, la gran parte, per paura di auto classificarsi e farsi catalogare come omosessuali, non avrebbe mai osato fare un’affermazione simile neanche a se stessi. Lui, invece, non si vergognava per niente nel parlarmene, né aveva timore del giudizio degli altri; e questo, ancora una volta dimostra la sua coerenza, il coraggio delle proprie idee.

In pratica, lui mi dette una fulgida dimostrazione di ciò che più tardi avrei studiato all’università: il principio di “ultra-stabilità”, per il quale, a fronte di accadimenti che provocano degli ostacoli insuperabili, le menti veramente intelligenti sono capaci di stabilire dei nuovi equilibri che ad altre meno attrezzate sono impossibili giacché… (Continua nel romanzo).

  1. Imprinting, apprendimento primario.

 

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