PIÙ CHE DETTO, L’AMORE VA DIMOSTRATO.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 4° della Saga Erotica Lesbo, 

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

MultiIcona2 Atto 3°

… non aveva certo finito, perché, dopo una lunga pausa, lui seguitò: «Sono più grande di te, e perciò, permettimi di darti qualche consiglio, Gia. Non dare troppa importanza a quello che dice la gente, e sii sempre come vuoi essere: se sei onesta con te stessa, e se come ti conduci non porta nocumento a nessuno, credimi, è in ogni caso la scelta migliore. Lascia correre libera quella bambina che vive e che sarà sempre in te insieme alle sue pulsioni, che in un sentimento sincero e consapevole, sono sempre innocenti. Non scordare mai, inoltre, che la tua vita ti appartiene, e che nessuno ha il diritto d’importi nulla che abbia a che vedere con essa e con quel che vuoi essere». Dopodiché, per rendere più leggero il discorso, sorridendomi, aggiunse: «Con riguardo a quanto ho dichiarato giorni fa intorno al senso estetico delle donne, per quanto ti riguarda, ritiro quanto avevo affermato. Ti sei scelta una fidanzata molto carina; complimenti. Vi auguro, insieme, di non negarvi alcuna felicità, poiché non potreste più ritornare indietro».

Doveva avere una gran voglia di sfogarsi con qualcuno intorno a qualche cosa, perché, quando io pensai che lui avesse finito di parlarmi, invece, continuò; e ancora oggi, quando ci penso, mi sento lusingata che si sia aperto con me: «Sai Gia, io ti ammiro; perché, quando la felicità ti si presenta, tu non ti fai scappare l’occasione d’afferrarla. Giacché siete giovani, e quindi ancora in tempo, se me lo permetti, vorrei darti un’altra raccomandazione: non conducetevi come purtroppo ho fatto io, che ho trascorso la maggior parte della mia vita volto agli altri, a chi mi era, e ancora mi è caro, disponendomi con un amore totale al loro servizio, e ricevendone poco in cambio. E non mi aspettavo poi molto: una carezza, un sorriso; insomma, mi sarebbe piaciuto che talvolta fossero stati loro, a cogliere i miei bisogni e i miei desideri: in altre parole, ricevere almeno un minimo d’amore “dimostrato”, più che soltanto raramente “detto”.

Ti conosco, e so che tu sei una ragazza sensibile e intelligente; non ci sarebbe neppure bisogno che io te lo raccomandassi, ma lo faccio lo stesso: nell’esternare l’amore e i tuoi sentimenti, non essere mai avara. Ti potresti trovare accanto chi, pur provando del sentimento per te, a causa del proprio carattere chiuso, mettendo le mani avanti e dichiarandosi “irreversibilmente timido”, quel sentimento, che a monosillabi sostiene di provare, non te lo dimostrerà mai neanche a morire; ne parlo con cognizione di causa. Bella posizione di comodo, dico io, aspettare che l’iniziativa sia sempre l’altro a prenderla! Io credo che questa sia la peggiore delle situazioni in cui si possa trovare chi vuol bene: e quindi, non essere mai parsimoniosa di parole, di carezze, di sorrisi e d’affetto; cerca d’intuire e di scoprire quali siano i desideri della tua compagna, e offriti con entusiasmo e generosità a esaudirli.

Sii tu, per prima, a lasciare libero corso ai tuoi impulsi, e non aspettarti che lo “start” venga dagli altri: e se non ti senti ricambiata abbastanza, non esitare a dirlo, poiché sono i silenzi, a disseccare anche il più splendido degli amori. E se anche questo non serve, fin che sei in tempo, cambia partner: anche la pazienza dei santi, non è infinita».

Scorsi nel mio Maestro una tristezza sconfinata, che mascherata dal tiepido sorriso, esondava dal suo animo sofferente come se con lui il destino fosse stato molto ingrato. Ecco, che cosa mi sembrò volesse dirmi: «Soltanto una cosa, io avrei voluto… ascoltarlo, quell’amore per me di cui non conosco il “rumore”». Lui, però, non era persona avvezza a scaricare sugli altri le proprie tristezze; e non lo disse. Capii che ne aveva parlato soltanto per… (Continua nel romanzo).

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