A PROPOSITO DI #BUFALE.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 4° della Saga Erotica Lesbo, 

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

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… come la gran parte dei bambini italiani, da piccola lei aveva dovuto subire un’educazione religiosa di stampo cattolico: introdotto nelle scuole in virtù dei Patti Lateranensi[1], per volere di Benito Mussolini tale condizionamento mentale, impropriamente equiparato a una materia scolastica, era allora obbligatorio; tant’è, che in seguito fu esteso persino alle scuole materne, allora denominate “Asili”.

Tuttavia, più tardi, meditatamente, Gia ne aveva preso le distanze. Crescendo, la sua filosofia di vita le aveva insegnato che fatta salva la legittimità delle proprie azioni, si deve vivere senza preconcetti e senza rammarico nel soddisfare le proprie pulsioni, afferrando la felicità quando si presenta; e lei, in tale senso, si conduceva in maniera assai coerente.

Sul piano spirituale, Gia non si considerava atea in senso assoluto; ma non accettava che qualcuno, già dalla notte dei tempi, si fosse inopinatamente appropriato del concetto di “Dio”, che lei, invece, riteneva appartenere a ciascuno. Non digeriva che degli uomini, fondando una religione, si fossero impadroniti di un potere spirituale e temporale che, secondo lei, era spesso eretto sull’inganno dei popoli. Ecco, quello di cui era convinta…

Sono dell’idea che le Religioni – tutte – andrebbero considerate illegali, giacché, millantando, tendono a carpire la buonafede delle genti, spesso plagiandole. Tutto nasce dal bisogno di sicurezza e speranza che assilla da sempre la fragile umanità; anche nelle società tribali, non è mai mancata la figura dello stregone, che meno sprovveduto, ma più stronzo degli altri, fondava il suo Potere sull’angoscia facendo credere d’essere in relazione con l’al di là, e per questo, d’essere in grado di compiere delle magie che avrebbero aiutato chi, illudendosi, riponeva fiducia in lui: nella sostanza, è ciò che altri “caga-cazzi”, sia pure in modo diverso, continuano a fare oggi.

É questo, il motivo per cui le religioni – tutte – hanno da sempre avversato la conoscenza: le vicende di Galileo dovrebbero pur aver insegnato qualche cosa! Che ci vuoi fare, Gia; la scienza fonda il proprio progresso sul “dubbio”, e questo, è stato considerato da sempre il principale nemico della Fede, la quale preferisce il dogma, ovverossia, che si creda in qualcosa che è detta da non si capisce chi, e mai dimostrata.

Lei non poteva proprio sopportare che i più, ben sapendo di farlo, mentissero a spese dei loro consimili; e che per riuscirci anche meglio, toccassero quelle sensibili e onnipresenti leve dell’insicurezza, della paura, della speranza e dell’illusa aspirazione alla “vita eterna”. Debolezze, queste, che sono insite in ogni essere umano per una questione di natura. Nel suo intelletto, continuavano a rimanere vivi degli episodi inerenti al proprio approccio alla religione cattolica…(Continua nel romanzo).

 

[1] Patti Lateranensi, è il nome con cui sono noti gli accordi di mutuo riconoscimento tra il Regno d’Italia e la Santa Sede sottoscritti l’11 febbraio 1929, grazie ai quali per la prima volta dalla sua unità, furono stabilite regolari relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede. Fonte: Wikipedia.

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