IL RIMORCHIO.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 1° della Saga Erotica Lesbo, 

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Volume 1… in un sussurro traboccante di libidine, suadente: «Mara, intendimi bene; io sto parlando di sesso, e soltanto di quello. E dunque, nessuna complicazione inutile; con me puoi stare serena, perché sarebbe come se talvolta noi andassimo a fare della ginnastica insieme, con la serenità e la gioia che si ha quando si prende un the con una cara amica. Con una differenza: in questo caso si tratterebbe di un’amicizia di letto; m’intendi? Sarebbe per divertirci e basta, insomma; e la cosa rimarrebbe tra noi due, specie all’Università il prossimo autunno, dove sai che le chiacchiere corrono. Credimi: di me ti puoi fidare. Questo, tuttavia, sempre che io ti piaccia; tu a me sì, e molto: ti trovo molto attraente e sensuale».

Oltre che l’eccitamento, nei suoi occhi Mara lesse la sincerità: «Se le cose stanno così, non vedo perché no. Io sono stata sempre attratta da quel che mi è nuovo; solo le persone ignoranti, sepolte nella merda dei loro preconcetti, si rifiutano di provare. E quindi, Francesca, sono stata abbastanza chiara, credo; sento che di te mi posso fidare, e non ti nascondo che sono sempre stata attratta dalla bellezza… che nel tuo caso non può che essere femminile». Dopo una breve pausa, gli occhi nei suoi, fu anche più esplicita: «Anche tu sei molto carina. Non era un caso, se per i corridoi dell’Università ti fissavo; porti in te una sensualità che straripa da ogni poro. Ma sì, dai; per mal che vada, avrò capito qualcosa in più di me, e della ragione per cui le mie storie con gli uomini finiscono sempre in un pastrocchio». Avendo compreso che non si sarebbero limitate a baciarsi, da ragazza pratica poi aggiunse: «D’altra parte, se fare questo genere d’esperimenti con degli uomini, è sempre rischioso, tra donne non ci si può certamente mettere incinte!» scherzò.

Francesca capì che quello sarebbe stato il momento giusto per osare di più: avvicinò la bocca a un suo orecchio; le sussurrò: «Mi attrai moltissimo, sai? L’altro inverno, all’Università, mi avevi colpito; ma allora, prima di conoscere Gia e Veronica, ancora repressa da delle stupide inibizioni, mi mancava il coraggio di dichiarartelo. L’altro giorno sono stata veramente molto fortunata ad averti incontrata».

Una mano all’interno delle sue cosce, la bocca di Francesca corse a quella di lei, e la baciò. La sua lingua rispose, e su quel sofà… (Continua nel romanzo).

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