QUANDO IL SESSO ALLA VANIGLIA NON BASTA PIÙ.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 4° della Saga Erotica Lesbo, 

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Volume 4

…  per dirlo in breve, mi assalì un’irreprimibile voglia d’adagiarmi, di sentirmi parte passiva; più che possedere, io desideravo esserlo. Se pure con Céline non c’eravamo fatte mancare delle sonore sculacciate e qualche zuccherosa frustata, quel mio bisogno d’appartenenza mi partiva soprattutto dalla mancanza di una severa fustigazione: ne sentivo per davvero il bisogno, e sognavo di strillare e torcermi sotto l’impietoso flagello di un’amante figa; un’esuberante virago molto determinata, se non addirittura spietata.

L’impulso a darmi senza condizioni, probabilmente, nacque anche da una voglia inespressa di sentirmi coccolata, amata in modo totale: non c’è più grande tenerezza di quando la tua dolce ma severa aguzzina, dopo averti battuto per bene le cosce e le terga, prende a scoparti con dolcezza, consolandoti, mentre tu, pur piangendo in preda ai patimenti, ti senti appagata nella carne, e felice nell’anima… (Continua nel romanzo). 

[1] Sesso alla vaniglia, chi pratica il BDSM definisce “sesso alla vaniglia” quello praticato nei modi consueti. E questo perché il gelato alla vaniglia è il gusto base di tutti i sapori.

 

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