QUANDO LA PERSUASIONE VA RINFORZATA.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 4° della Saga Erotica Lesbo, 

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

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… e poi, c’era stato pure un viaggio non indifferente per raggiungerla dall’Italia, e se c’è una cosa che mi fa incazzare, è andare in bianco; e specialmente quando non ve n’è ragione. Con un’infinita pazienza di cui io stessa mi andavo meravigliando, cercai di farle capire che non accettavo il suo punto di vista; e non perché non coincidesse con il mio, ma per la semplice ragione che lo ritenevo completamente sbagliato.

Mentre le parlavo, ricordo che chiesi alla mia mano d’essermi complice, coccolandole nel frattempo per bene la passerotta e indugiando sulla clit… non più sconsolata sotto quelle sue virginali mutandine; ben presto fu ancor più zuppa, e per rinforzare i concetti che andavo esponendo, non trascurai di portarmi ancora alla bocca le dita intrise del suo muco. Leccandomi con studiata sensualità le labbra, e mostrando un’espressione deliziata, la incalzai: «Catalina, amore mio, come ti dicevo, siamo sempre noi stessi a crearci le prigioni che ci rinchiudono; e quando sei costretta a vivere chiusa tra quei paletti che tu stessa hai piantato, il mondo che sta fuori ti sembra troppo grande, e così ti prende la paura di perderti.

Invece di rimanertene chiusa in queste assurde convinzioni, che alla fine ti arrivano dai tuoi infondati pregiudizi, ebbene, ascolta il tuo cuore, lascia che i tuoi istinti e i sensi possano esprimersi, concedi ai tuoi desideri la libertà d’appagarsi, e rompi finalmente quella rete entro la quale ti rinserri prigioniera: ti sentirai un’altra persona, e certo più felice di quanto tu sia ora. In tal modo, accettando e amando il corpo degli altri… e il mio nella fattispecie, tu imparerai ad amare meglio anche il tuo».

«C’è un’altra cosa, Gia, che mi vergogno di dirti» obiettò timidamente lei, in mezzo a un ansito che fu la mia mano a indurle.

Pensai: «Ancora delle remore! La soprannominerò… (Continua nel romanzo).

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