LIBERARSI DAL DIAVOLO.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 2° della Saga Erotica Lesbo, 

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Volume 2

… ricordo che cosa mi scrisse una demente, la quale era convinta d’essere stata investita del divino ruolo di moralizzatrice… che ne so, per grazia ricevuta, forse: «Gia, quello che tu scrivi induce alla fornicazione, e quindi al peccato. Non ti vergogni? Ravvediti, che sei ancora in tempo per non consegnare l’anima al Diavolo».

Oltremodo incazzata, avrei voluto aprire la mia concione con un’intollerante, “Sgarbiano”[1] improperio del tipo, “Capra; usa il cervello! E sii tu, a vergognarti per essere tanto imbecille e ignorante, che il mio paradiso, io ce l’ho già qui, in terra: precisamente, fra le cosce”.

Francamente, non so come mi trattenni dal rispondere iniziando con il mandarla graziosamente a fare in culo; comunque ci riuscii: «Bambina, ora ti racconto una bella favola, che anche tu dovresti conoscere…

Nella storia dell’Umanità, ogni tanto è “sceso in Terra” qualcuno il quale, auto-proclamandosi “inviato da Dio”, si è messo a scrivere qualcosa con il fine d’orientare il comportamento degli uomini secondo il proprio senno, gusto, o fine. E quindi, tralasciando per un attimo di parlare di Maometto, tema su cui ritornerò, troviamo Mosè con i suoi Comandamenti, e Gesù Cristo, la cui morale è narrata nei Vangeli. Riguardo alle Tavole di Mosè, non ho nulla da eccepire: non vi si trova della violenza, e i Comandamenti che vi sono contenuti, sono ispirati al bene; tant’è, che sono accettati pure dal Cattolicesimo, che professa l’amore del Cristo, il quale mai, ha osannato la crudeltà.. Ma siccome a te è meglio spiegare anche le cose più evidenti, bada, bella gioia, che riferendomi all’Ebraismo, io ho citato soltanto i Comandamenti, e non la Bibbia, che è tutta un’altra storia. Ritornando al Vangelo, da pia donna quale tu dici d’essere, saprai che mai, vi è in esso della spietatezza o della violenza, poiché il messaggio del Cristo è unicamente d’amore.

Tuttavia, tali principi vanno interpretati, e così è pure per i “Dieci Comandamenti”. Tanto per farti un esempio riguardo al “benevolo” richiamo che mi hai rivolto, “Non fornicare” non significa che non si debba scopare, ma che si può tranquillamente fare; in un clima di legittimità però, e non con la “donna d’altri”. Ti preciso questo, tanto per darti un indizio utile ad aprire un varco nella nebbia che ti offusca il cervello.

Ritornando alla Bibbia, invece, è là, che si ritrovano delle atrocità e delle istigazioni alla violenza; e se non mi credi, prova a leggerla con attenzione. Quest’ultimo, è un consiglio generale che ti do al fine d’informarti bene, così che nel futuro, tu abbia a evitare d’affermare delle sciocchezze. In ogni caso, da persona sagace, quale certamente saresti se non fossi permeata dai dogmi, tu dovresti comprendere che tutto dev’essere pesato riguardo ai tempi e al particolare contesto in essere.

Adesso arriviamo ai miei romanzi, verso i quali hai lanciato il tuo “santo” anatema: sul tema degli “inviati da Dio”, in un giorno di qualche secolo dopo l’avvento del Cristo, qualcun altro, anche lui convinto d’essere ispirato dall’Altissimo, si mise a scrivere un libro in seguito al quale, nei secoli e pure oggi, sono morte ammazzate (e continuano a morire) migliaia di persone innocenti a causa dell’esaltazione religiosa indotta da molti dei suoi versetti nei meno intelligenti dei suoi fans. Dei trucidi assassini, i quali non sanno, o non vogliono comprendere che, al pari della Bibbia, le righe del loro Profeta dovrebbero essere rapportate ai tempi in cui sono state scritte, e comunque, mai interpretate alla lettera.

Orbene, con quelle cose “terrene” e palpabili che scrivo io, invece, tutto quel che di “tragico” potrebbe succedere, è che qualche migliaio di persone, magari trovandosi sole e depresse, eccitate da quel che leggono, si masturbino. E questo, che tu chiami “fornicare”, secondo te sarebbe un male? Sai, tesoro, diversamente da quanto ti hanno spiegato, o da quel che il tuo limitato acume ha capito, procurarsi degli orgasmi non porta alla cecità e alla demenza: dona, invece, degli sprazzi di felicità; e oltre a far bene alla salute, giova moltissimo all’equilibrio psico-fisico, che evidentemente, in te è carente. Sai, dovresti dar retta a una giornalista che conosco, la quale si firma “Memorie di una vagina”, che cita sempre, dice lei, un antico proverbio maori che ti si attaglia alla perfezione: “Se le donne si masturbassero di più fisicamente, e meno mentalmente, la loro vita (e quella degli altri) ne trarrebbe uno straordinario giovamento”.

Riguardo al “Consegnare la mia anima al Diavolo”, stattene tranquilla: liberandomi del tuo Dio per credere nel mio, allo stesso tempo mi sono liberata anche del tuo Diavolo».

Fu in quell’occasione, a causa di quella stronza, catatonica nel cervello, che tirate in ballo le confessioni religiose, ebbi modo di ponderare intorno a qualcosa su cui prima non mi ero soffermata; riflettendo intorno agli effetti delle religioni sull’Umanità, capii che la sostanziale differenza tra il Cattolicesimo e l’Islamismo sta in questa questione: mentre nel primo si professa l’amore, cosa che si sintetizza nelle già citate parole del Cristo “Ama il prossimo tuo come te stesso”, per il secondo, c’è una ricorrente apologia del conflitto inteso come strumento per la conversione universale.

Infatti, nel Vangelo, mai vi è istigazione all’uccisione, cosa che c’è invece nel Corano; e ciò, a profusione. A dimostrazione di quel che dico, basti citare soltanto alcuni dei versetti che chiunque può leggere, delle vere e proprie istigazioni all’odio che spingono alla violenza, quali, “Uccidete gli infedeli ovunque li incontriate. Questa è la ricompensa dei miscredenti” (Sura 2:191). Oppure, “Instillerò il mio terrore nel cuore degli infedeli; colpiteli sul collo e recidete loro la punta delle dita… i miscredenti avranno il castigo del Fuoco! Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi” (Sura 8:12-17), poi, “Profeta, incita i credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento, e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti” (Sura 8:65).

E ancora, “La ricompensa di coloro i quali fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero, e seminano la corruzione sulla terra, è che siano uccisi oppure crocefissi; che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti, o che siano esiliati sulla terra: ecco, l’ignominia che li toccherà in questa vita; nell’altra vita, avranno un castigo immenso” (Sura 5:33).

Se capisco che tali esortazioni non si debbano estrapolare ma contestualizzare al resto del Corano, d’altra parte, il solo fatto di parlare di morte e di menomazioni, secondo me non appartiene a una religione che vuole dirsi volta all’amore, oltre che civile. É chiaro, che si sta parlando di una professione di fede che ha la dichiarata mira di divenire universale, bypassando anche il sacrosanto principio del rispetto verso chi la pensa diversamente da te. E pure un’altra cosa, mi fu chiara: in arabo, “Islam” significa “sottomissione, obbedienza”; anche questo, la dice lunga sull’amore volto all’uomo e all’Umanità tutta.

Tuttavia, riguardo alla mitezza del Cattolicesimo, io parlo di quello che ha predicato il Cristo, e non delle strumentali manipolazioni che sono state fatte spesso da chi, sedicente portavoce di Dio, interpreta e amministra quella fede, spesso sconvolgendone il significato e la missione; infatti, basti ricordare la Santa Inquisizione, lo sterminio degli Indios, e così via, “fiori all’occhiello” della Chiesa Cattolica. Tuttavia, lo ripeto, nella sua fonte, nel Vangelo, non si predica il “Timor di Dio”, e mai vi è apologia dell’odio…  (Continua nel romanzo).

[1] Sgarbiano, è una libera espressione derivata da un celebre modo di offendere usato dal famoso critico d’arte, scrittore e politico Vittorio Sgarbi.

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4 pensieri su “LIBERARSI DAL DIAVOLO.

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