QUANDO LA DECLINAZIONE DI TALUNI VERBI DIVIENE AMBIGUA.

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 4° della Saga Erotica Lesbo in corso d’ultimazione.

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

Book32

… un attimo dopo, però, presa dai morsi della fame, non resistette, e così, nuda com’era, scese in cucina, dove trovò Rashida affaccendata ai fornelli. Sorpresa di vederla, lei  chiese: «Beh? E tu, che ci fai qui? Non avresti dovuto essere a letto, Gia?».

«Mmm, che buon profumo! Mi fa venire ancora più fame: mi divorerei un salame intero, Rashida».

Per sfotterla bonariamente, lei rispose in rima: «Qui, ben lo sai, che di salami mai ne troverai; ora ti cucino alla svelta una buona frittata con le erbe del nostro orto».

Mentre acquietava le esigenze dello stomaco, Gia chiese: «E Nourhan e Nahed, dove sono?».

«Erano qui fino a un quarto d’ora fa, poi, all’improvviso sono corse di sopra: penso che tra un po’ verranno».

Trascorsa una ventina di minuti, con la bocca piena, Gia: «Come mai non vengono ancora?».

«Erano con me a cucinare quando tua moglie, casualmente strusciandosi la fica al sederino della mia consorte, ha avuto, chiamiamolo, un impeto di passione; e così, non volendo mischiare sesso a gastronomia, le due colombelle se ne sono andate nella stanza da letto. Salendo, una mano sul culo di Nahed, la tua Nourhan ha detto: «Rashida, non preoccuparti, che veniamo subito», ma io non le ho creduto. Sai, spesso a mia moglie piace tirare la scopata per le lunghe; ma non preoccuparti, perché non vi è dubbio che alla fine verranno» rispose lei, con un sorriso malizioso, equivocando con intenzione.

«Che vengano pure con comodo, e che buon pro gli faccia!» esclamò Gia, contenta per entrambe.

A pancia parzialmente piena, risalita nel suo appartamento, intanto che la vasca andava riempiendosi, ancora incredula, la scrittrice veneziana si guardava allo specchio per cercare una minima traccia delle frustate che si era presa; ma non ne scorse alcuna. In effetti, la sua delicata, rosea epidermide era liscia dappertutto, e lei non avvertiva più neanche un minimo fastidio. Ritornata in prossimità del bordo della vasca già colma e ridondante di schiuma per chiudere il miscelatore, gli eventi di quella giornata presero a scorrere davanti ai suoi occhi; ma a prevalere su quelle dolci sensazioni, era il pensiero di Nahed…

Che avrà voluto dire Nahed a proposito dei datteri preparati alla “loro maniera”, quelli che riservano soltanto a “chi se lo merita”? Boh, aspetta e lo saprai, Gia. Oddio, che stanca sono; entra nell’acqua, scema, che poi ti farai una bella siesta. Per addormentarmi penserò a Nahed, così magari avrò dei dolci sogni: oddio, quant’è bella! Mai incontrata, una giovane femmina che mi accenda come lei… (Continua nel romanzo).

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