I FILM A CONTENUTO EROTICO

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#letteraturaerotica #romanzierotici #Lesbo

Un passaggio tratto dall’Atto 4° della Saga Erotica Lesbo, 

«Dal Cappello di Gia».

(Kindle and E-pub format, da leggere con iPhone, Blackberry, iPad, Android).

4°Atto

… tuttavia, quel ménage ormai incominciava ad annoiarmi un po’, soprattutto perché, pur credendo di aver svezzato Catalina su parecchie cose, ne saltava fuori sempre una nuova. Un giorno mi chiese: «Gia, perché non andiamo qualche volta al cinema; o almeno vediamoci qualche bel film per TV rimanendo per tutto il tempo abbracciate, senza spogliarci… almeno sino a quando non finisce».

Tipico di lei! Quella lì, era cresciuta a latte e TV; e perciò, mettendoci insieme anche la parrocchia che aveva frequentato da piccola, si capiva, quanto tutto questo l’avesse rimbecillita. Le risposi seria: «Cinema? Televisione? Una cazzo di scatola elettronica che pretende di muovere le mie emozioni? No, grazie! Quelle, io preferisco che sia la vita reale a darmele, amore; e non qualche imbecille che lo fa per quattrini. E se le emozioni che preferisco, la vita non me le dovesse dare di suo, ebbene, me le andrei a cercare da sola, anche se di notte, con il lanternino! Di fronte a un monitor, al massimo, io sono disposta a godermi quelle strafighe da sballo, altere ed elegantemente porche, di qualche film di Andrew Blake[1], per farmi venire qualche nuova ispirazione; per il resto, la TV, io la guardo solo per i programmi d’attualità. Riflettendo, vi è anche un’altra eccezione: lo splendido film di Julio Medem “Room in Rome”, che vede le due fighe galattiche, la russa Natasha e la spagnola Alba, trascorrere una splendida notte d’amore.

Quelli che ho citato, Catalina, sono tra i pochi registi di film sexy che, ancorché uomini, io apprezzi: di là dell’ottima regia, come della bravura, bellezza e prorompente sensualità delle attrici che scelgono, della fotografia magnifica, delle ambientazioni eleganti e raffinate, quello che maggiormente apprezzo nei loro film, è che non vi si trovano mai drammi, e soprattutto, pornografia della morte; ossia, prevaricazione, violenza e sangue. Vi è solo del puro, sano, e conturbante erotismo. Guarda gli altri, anche nei film di successo: all’Eros, ci devono immancabilmente mischiare Thanatos[2], e così, va a finire che neanche te li godi!

Non sono buoni a farne uno, sia pure a contenuto sexy oppure erotico, se non ci cacciano dentro inganni, angoscia, psicosi, brutalità, stupri e altre amenità simili. Come se, per volere del destino, si trattasse di reazioni inevitabili scatenate da quella che è definita spregiativamente “fornicazione”. Raramente, il sesso è raccontato come dovrebbe essere: privo di tensioni, sereno, e senza il benché minimo accenno alla violenza. E quando non è quest’ultima a farla da padrona, allora entra in scena il “comico”, se non il “paradosso”. É tra questi due poli opposti, che di solito il sesso è narrato nei film cosiddetti erotici; un’assennata via di mezzo: mai! E la ragione per la quale quei film hanno pure successo, è probabilmente dovuta al condizionamento proveniente dalla cosiddetta “morale comune”, in virtù della quale il sesso, faccenda quanto mai “sporca e peccaminosa”, si merita che gli sia associato il “castigo”.

Devo però dire che, oltre a Andrew Blake e Julio Medem, anche Aurelio Grimaldi mi è piaciuto per il suo film “L’educazione Sentimentale di Eugénie”[3], e non tanto per le scene erotiche, quanto per il contenuto filosofico»…  (Continua nel romanzo).

[1] Andrew Blake, è un regista e produttore statunitense di film per adulti che di solito includono fetish, bondage e lesbismo. Elevati sono i valori  di produzione e rigorosa è la stilizzazione artistica e tecnica. Il suo stile è stato paragonato a quello della moda del famoso fotografo Helmut Newton. Fonte: Wikipedia.

[2] Thanatos, in psicoanalisi, Eros e Thanatos sono rispettivamente la pulsione di vita e la pulsione di morte (Todestrieb), che Sigmund Freud tratta nel 1920 in “Al di là del principio di piacere”. Fonte: Wikipedia.

[3] L’educazione sentimentale di Eugénie, è un film erotico del 2005, diretto da Aurelio Grimaldi, e ispirato a “La filosofia nel boudoir” di De Sade, in una versione assai edulcorata. Attraverso il viso “acqua e sapone” della giovane attrice Sartini, il regista celebra una sessualità solare in una versione del racconto meno fosco del controverso autore francese De Sade. Il regista si guarda bene dall’approfondire il pensiero del singolare “tutor”, in realtà incline alla dissolutezza e crudeltà, elementi che ben si manifestano nel libro fino all’apoteosi finale, tutt’altro che edulcorata. Fonte: Wikipedia.

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