STRANEZZE AMERICANE

Un passaggio tratto dall’edizione 2017 dall’Atto 2° della Saga Erotica Lesbo

«Dal Cappello di Gia» .

#Romanzi erotici #Lesbo di Gia Van Rollenoof

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2°Atto

«Gia…». Nourhan tentò di fermarla, ma fu inutile. Con gli occhi che lanciavano saette, lei riprese: «Ah, mia Nourhan, riguardo a un futuro di civiltà, io non ho grandi speranze. Aspetta di vedere che cazzo succederà adesso che tanti coglioni tra gli americani hanno eletto quel rozzo, se pur abile, manipolatore che risponde al nome di Donald Trump! Io, però, me lo aspettavo».

Interessata al tema, rinunciando a esortarla a smettere, Nourhan chiese: «Come mai, Gia? Eppure, tutti i sondaggi davano per vincitori i Democratici; tant’è, che dopo tutte le cazzate dichiarate sulle donne, anche molti tra i più importanti personaggi del Partito Conservatore l’avevano sganciato».

«É una questione che dipende dalla cultura media della gente, Nourhan: ogni popolo ha il Governo che si merita, amore; ma non è accaduto soltanto per questo. Il risultato è dovuto agli slogan stessi che, da sempre, sono ripetuti nelle orecchie della gente meno acculturata che abita quel Paese, per altri tratti, degno di stima, quali: “Con me, potete conseguire il Sogno Americano”, e così via. Ma se, a causa del sistema scolastico pubblico, che vige lì, tu non offri delle pari opportunità di cultura ai bianchi, ai neri, alle donne e agli immigrati, mi dici, quelli meno abbienti, che poi sono la maggioranza, che scelte lungimiranti possono fare? Votano pensando ai problemi strettamente contingenti, e alla loro pancia.

Sembra quasi un paradosso, no? La spiegazione potrebbe ritrovarsi nella generalizzata incazzatura della gente; ma, quante lacrime dovranno versare quegli stessi che l’hanno votato! Io dico: vi siete comportati come quel marito il quale, per dare un dispiacere alla moglie, si fece tranciare i genitali poggiati sul binario mentre sopravveniva un treno. Infatti, lo vedrete, che fine faranno le pur poche ma importantissime riforme di Obama! E parlo in particolare della cancellazione della riforma sanitaria, che servirà a recuperare i denari per far fronte alla riduzione delle tasse per i più ricchi.

Sai, Nourhan, pensando all’America, a prescindere dalla facciata della tanto declamata Democrazia, se poi vai a vedere bene, ti accorgi che si tratta di un Paese dalle galattiche contraddizioni, dove i ricchi, pochi, lo sono di là di ogni decenza, la classe medio-bassa è sotto il costante tiro della rapace finanza, e i poveri sono tali a livelli dello Zimbabwe.

Obama ci stava provando, a ristabilire un po’ di equità sociale, e in parte vi è riuscito; ma come fai a risolvere in soli due mandati, otto anni, dei problemi che si trascinano da oltre mezzo secolo? Il buon Barack non ha avuto il tempo che gli serviva, e adesso, questo “lungimirante” presidente che gli succede, si appresterà a spazzar via quel poco, o tanto, di buono che è stato fatto».

In realtà, lo scontro non c’è stato tanto tra la signora Clinton e Trump, ma tra quest’ultimo e Barack Obama, a causa delle civili riforme da lui avviate, che ora questo tristo figuro, come ha promesso in campagna elettorale, si affretterà a cancellare giacché non sono convenienti per la classe politica ricca come lui.

E qui, come dicevo, entra in ballo la bufala da propinare ai più miseri per illuderli, e agli ignoranti ingordi perché abbiano ancor di più: quella del cosiddetto “Sogno americano”, secondo il quale chiunque, se “Vincente”, avrebbe la possibilità di arrivare al successo, che è antitetico con la concezione di “progresso civile e sociale”. E perché dico trattarsi di una colossale balla? In un sistema esageratamente capitalistico, dove soltanto i soldi e la furbizia contano, me lo vuoi spiegare come si fa a raggiungere il successo se sei indigente o ignorante? In quel Paese, che l’Italia, e l’Europa tutta, non dovrebbe invidiare, e tantomeno ispirarsi come a un modello, se hai bisogno di curarti, se vuoi studiare, insomma, qualunque cosa tu abbia necessità di fare o avere funziona soltanto con il linguaggio del denaro.

E’ curioso che Trump porti lo stesso nome del personaggio sfigato di Walt Disney, Donald Duck, ti pare? Più appropriato sarebbe stato che si chiamasse Scrooge Mc Duck, il ricchissimo zio, avaro e senza scrupoli.

Per ritornare alla questione, come prima accennavo, Obama aveva avviato un percorso che, data la tragica situazione di partenza, non poteva certo compiersi in quattro e quattr’otto; ma ha comunque compiuto ciò che nessun altro prima aveva osato, e specie con la riforma del Sistema Sanitario. E quindi, a fronte dell’impazienza di una vasta fascia di elettori, il “buon” Trump ha avuto gioco facile: se a chi vive male, e per di più è corto di cultura, tu prometti tutto e subito, chi pensi che preferirà? E quindi, per quel figuro, è stato facile infinocchiare quella grande massa di elettori bianchi di fascia medio-bassa che si credono danneggiati dall’immigrazione, come dagli afroamericani. Ed è qui, che la Clinton ha commesso il più grave errore che mai, si deve fare nella sporca politica: è stata onesta! Infatti, pur realistico e di ampio respiro, data la limitatezza culturale di quelli di cui parlavo, il suo programma non è stato capito».

«Ma, dopotutto, Trump è stato votato da più della metà degli americani, Gia» le fece osservare la moglie.

«Beh, intanto questo non è vero: Hillary Clinton ha avuto un maggior numero di voti; ma quel misogino fallocrate, che non tiene in alcun rispetto le donne, ha vinto grazie al perverso meccanismo in atto in quel Paese, quello cosiddetto dei “Grandi Elettori”, in virtù del quale i cittadini delegano la loro scelta elettiva a questi ultimi.  E quindi, non poteva che finire così; e adesso, in coerenza con quel che è, e accontentando i compari che lo hanno sostenuto, quello lì rafforzerà ancor di più un becero liberalismo ispirato al principio del “fatti i cazzi tuoi, e sbattitene della gente, del clima, del Pianeta tutto, dell’equità sociale, e così via”. Certo, non è l’intelligenza a connotare quell’individuo, tant’è vero che quando Vladimir Putin ha saputo della sua vittoria, oltre a complimentarsi per primo, probabilmente avrà festeggiato con dei frenetici baccanali nella sua dacia, come faceva ai tempi di Berlusconi.

Infatti, mentre a fronte dell’intelligenza della Clinton lui non avrebbe avuto gioco facile, quello lì, se lo mangia in un boccone. L’unica speranza che ci rimane, è che le sue minacce, vissute da molti americani come promesse, siano state soltanto una strategia da campagna elettorale. Fanculo! Sono proprio incazzata nera, merda!».

«Basta ora, Gia; e questa volta, per davvero! Scusami se ti ho trascinata in questo gioco, ma non avevo altra scelta; tu mi capisci, no?».

«Hai ragione amore; a fanculo le tristezze, che tanto non ci possiamo fare un beneamato cazzo. Consoliamoci a modo nostro, che, sfogato tutto il mio livore in tema di “Sociale”, ora possiamo ricominciare; ma stavolta, con il gioco di prima: le “rimembranze” sul nostro amore. Non mi voglio più incazzare, e, per riuscirci, non c’è che una via: ritornare alla fica»… (Continua nel Romanzo).

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