«Dal Cappello di Gia».

la Saga erotica lesbo che fa sognare.
Il Libro 1° da oggi anche su Amazon in formato eBook Kindle, in un’edizione riveduta e arricchita.

Dal Cappello di Gia-Libro 1°

“Ragionando di Politica, Costume e Trascendente, l’Eros Saffico erompe nei suoi toni più disinibiti e fantasiosi”. Ecco, in breve, cos’è la Saga «Dal Cappello di Gia». A tinte molto spudorate vi si narra un sesso sempre gioioso, giocoso, e spesso persino chimerico. Nelle vicende, che avvengono dapprima a Venezia e dintorni per poi dislocarsi in un’Oasi egiziana, tutti i personaggi – donne – si muovono nell’invenzione d’un empireo saffico costellato da conturbanti giochi moderatamente sadomaso e marcatamente fetish dal potente profilo erotico, mai violenti ma consensuali e condivisi, dove ogni brama è esaudita in una fitta coltre di beatitudine priva d’ogni elogio dell’abuso o della crudeltà. Sono le vicende ludico-amorose che la protagonista, Gia Van Rollenoof, una scrittrice veneziana di romanzi erotici, trae fuori dal suo cappello.
Per definire in breve la Saga, si potrebbe dire trattarsi d’una favola dove, in maniera irreale, l’amore e il sesso sono messi a nudo nella loro dimensione prettamente pulsionale, spogli d’ogni tediante quanto pletorica implicazione cervellotica o pseudo romantica, e raccontati in modo esplicito nella loro gratificante essenzialità erotica. Benché la narrazione non manchi d’entrare sovente in temi meno leggeri, si tratta essenzialmente d’una fiaba piuttosto hard ma mai scontatamente volgare, che priva di sofismi introspettivi e dall’esito appagante e felice, è costantemente permeata da impeti di donne verso altre, in un clima improntato all’allegrezza. Si avverte che nel romanzo sono trattati contenuti sessuali molto espliciti.

Se clicchi qui, puoi leggere l’estratto.

 

 

Annunci

INDIGNAZIONE.

Brano tratto da,

«Dal Cappello di Gia» – La Saga erotica lesbo.

Dal Cappello di Gia-Libro 1°

… l’ultima volta che Gia postò qualcosa che non avesse a che vedere con l’erotismo o il sesso, fu la sera stessa in cui avvenne l’efferata strage di Parigi per opera del terrorismo islamico. Angosciata e addolorata per le oltre duecento vittime, subito pubblicò un indignato, veemente post…

Una sola parola, può scaturire dall’operato di quegli spregevoli assassini e dei loro mandanti, ed è: «Maledetti!».

Voi siete dei maledetti dalla società civile e da tutta l’umanità, certamente, ma anche da quel dio in nome del quale dite d’uccidere, che certo non vi perdonerà per i vostri trucidi crimini, che nulla hanno a che vedere con la fede che dite di professare.

Per malvagi che possiate essere, sappiate che non ce la farete mai! Noi siamo forti almeno quanto voi: la nostra forza non ci viene dagli esplosivi e dalle armi, ma dalla storia, dalla civiltà, e dalla tolleranza. A differenza di voi, che tramando nell’ombra vi dimostrate dei codardi, e uccidendo degli innocenti pure dei ributtanti infami, noi non usiamo la ferocia e il terrore, ma l’accoglienza per quelli stessi che a differenza di voi professano onestamente la vostra stessa religione; dei miserandi che voi costringete a fuggire in massa dalle loro case e patrie. Sappiate, dunque, che mai noi vi assomiglieremo. E sappiate pure che la condanna vi viene anche dal mondo islamico più civile, che non meno di noi, piange per le vittime che voi, sì, indegni di vivere, avete trucidato.

Vergognatevi per questo vostro atto efferato e criminale verso l’Umanità tutta, il quale non vi sarà perdonato neppure da quel dio che dite di servire. E quelli di voi che credendosi dei martiri si fanno esplodere portando con sé decine d’innocenti, dimostrano pure d’essere degli emeriti imbecilli: ammesso che esista un’altra vita e un Paradiso, lo Janna[1], con settantadue vergini “con dei seni cresciuti, gonfi o a forma di pera, e con le vagine appetenti”[2] ad aspettarvi a cosce spalancate, come credete che un Dio amorevole e giusto possa accogliere degli efferati assassini e persino premiarli concedendo loro “l’uso” d’altre sue creature di pari dignità? Ossia, quelle donne che voi tanto disprezzate, ma che bramate trovare nel vostro letto per versare il vostro disgustoso sperma.

Incavolata anche per il detestabile, quanto improprio costume d’alcuni cronisti nel trattare quelle informazioni, lei si scagliò anche verso di loro…

E voi, dementi giornalisti del piffero, che dovreste ritornare sui banchi di scuola, insomma: smettetela una buona volta d’usare dei termini impropri riferendovi all’ISIS[3], quali “giustiziare”. Vi volete rendere conto, che state parlando di feroci tagliagole e dinamitardi, i quali non giustiziano, ma assassinano? E se proprio non vi va di dire pane al pane e vino al vino, almeno usate un termine corretto, che è “esecutare”, razza d’ignoranti! Capre! E chiedo venia a quei miti animali: “Esecuzione” e “Assassinio, non sono dei sinonimi di “Giustizia”, coglioni!

Riferendovi a quegli efferati dinamitardi che si fanno saltare in aria portando con sé decine d’innocenti, guardatevi bene dall’usare il termine “martiri”, perché ciò è un’offesa per quei poveretti che lo sono stati veramente in nome dell’Umanità tutta, della libertà e della giustizia sociale, come i partigiani, ad esempio, che hanno salvato il culo dal Nazifascismo anche a voi. E martire, lo è pure quella consistente parte della gente comune che è costretta a campare con pochi mezzi a causa d’una società che ai giorni nostri è ancora profondamente ingiusta. E neanche dovete definire “Stato Islamico” quell’accozzaglia di criminali, i loro mandanti, e i finanziatori: “Organizzazione criminale”, dovete scrivere quando parlate di quella congrega di malfattori; ovverossia, quello che in realtà essa è.

Che minchia vi hanno insegnato alla scuola di giornalismo? Prima di “Stato”, metteteci quantomeno le paroline “sedicente” e “autoproclamato”; no? La volete capire, una buona volta, che così facendo appiccicate loro un’etichetta di legittimità che nulla a che vedere con la sostanza delle cose?

E invece che romperci le palle con i soliti ritornelli intorno ai conflitti di religione, cosa che li rinfocola, perché non andate a indagare, per comprendere a chi giova tutto ciò? E se non sono stata abbastanza chiara, mi riferisco ai mandanti, spesso pure coperti da dei Governi cosiddetti democratici e civili; ossia, i finanziatori, coloro che hanno degli interessi nelle risorse minerarie, nel petrolio, i commercianti d’armi ed esplosivi, e così via.

E voi, superpotenze del cazzo, che tanto gonfiate il petto gloriandovi dei vostri potenti servizi d’informazione, invece di mandare i droni a bombardare a cazzo uccidendo anche chi non c’entra una beneamata minchia, perché non individuate i responsabili e i corresponsabili nell’ombra, ossia, come dicevo, coloro cui tutto questo giova, e non li cacciate in galera per poi buttare le chiavi; o meglio, costringerli a scavare dei fossati da mane a sera sin quando, schiattando, non ce li togliamo dalle palle, risparmiando così i denari dei contribuenti onesti?

Vista la scarsa utilità a darsi da fare per muovere le coscienze, infine Gia superò definitivamente il proprio sdegno di carattere morale, spirituale e sociopolitico, riappropriandosi del proprio spirito rilassato e brioso. Pensando a quel tempo, lei fu grata a quelle chat grazie alle quali aveva potuto conoscere molte donne, tra cui Veronica; ed era sempre per merito di quelle, che in ultimo lei poté ritrovarsi in quell’Oasi di pace, in quello che non a torto…

[1] Janna, deriva dall’espressione biblica ebraica Giardino dell’Eden. L’arabo Janna ne è un’abbreviazione con il medesimo significato.

[2] Appetente, termine poco usato per indicare bramosia.

[3] ISIS, ossia, sedicente Stato Islamico dell’Iraq e al-Sham, è un gruppo jihadista attivo in Siria e in Iraq il cui attuale leader, Abu Bakr al-Baghdadi, ha unilateralmente proclamato la rinascita del califfato nei territori caduti sotto il suo controllo. Così come i mezzi d’informazione in tutto il mondo, l’ONU e alcuni singoli Stati hanno esplicitamente fatto riferimento all’ISIS, come a un’organizzazione terroristica. Fonte: Wikipedia.